Regolamentazione del «Telelavoro»

By Redazione

D: Sono un informatico che deve iniziare un rapporto di collaborazione con un’azienda di telecomunicazioni. Con il datore di lavoro abbiamo concordato di iniziare un rapporto di lavoro dove
io possa sviluppare software da casa e ogni tanto recarmi in azienda per aggiornamenti. Vorrei sapere che tipo di contratto mi proporrà o quale tipo di contratto è preferibile che
io firmi.

R: Ne caso da Lei prospettato il datore è possibile che Le prospetti di firmare un contratto di lavoro a domicilio, che è una particolare tipologia di contratto di lavoro, nella
quale la prestazione è resa al domicilio del lavoratore, ovvero in locali di cui questi abbia a qualsiasi titolo la disponibilità.
La materia è regolata L. 18.12.1973, n. 877 («Nuove norme per la tutela del lavoro a domicilio»), con la quale è stata introdotta una disciplina
specifica per questo tipo di rapporto di lavoro.

Nel caso in cui il Suo contratto sia di lavoro dipendente esiste una normativa sul TELELAVORO che rimanda in gran parte a quanto già disposto dal legislatore in materia di lavoro a
domicilio (Legge 877/1973).
Per approfondire il tema della normativa pertinente il problema esposto, le suggerisco di consultare il p.d.l. 1839 del’96: «Riordino della disciplina del lavoro a
domicilio».
Se invece trattasi di lavoro con contratto CO.CO.CO. il contenuto è lasciato alla libera contrattazione delle parti.

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