Regione Toscana rafforza impegno infanzia
15 Marzo 2008
Firenze – La Toscana è ai primi posti a livello nazionale per quanto riguarda la qualità e la risposta alle famiglie per asili nido e servizi integrativi per i bambini e
le bambine fino a tre anni (oggi in Toscana 28 bambini su cento frequentano il nido), mentre per quanto riguarda la scuola dell’infanzia è stato possibile, anche con la collaborazione
delle scuole paritarie, raggiungere il traguardo del cento per cento di domande accolte.
Ma la Regione punta ad andare oltre, rafforzando ancora il servizio, abbattendo le liste di attesa per i nidi, portando il nido e la scuola dell’infanzia anche nei comuni piccoli e disagiati,
cercando di razionalizzare i costi aumentando ancora la qualità, anche attraverso un sempre più stretto collegamento con la rete dei servizi paritari. L’impegno della Regione su
questo fronte particolarmente caldo per le famiglie, è stato ribadito oggi dall’assessore all’istruzione formazione e lavoro intervenendo al convegno promosso al Palaffari di Firenze
dalla Fism, la federazione delle scuole paritarie per l’infanzia.
L’assessore ha spiegato che la Toscana pensa di raggiungere il traguardo del 33% di bambini e bambine inseriti nei servizi per l’infanzia indicato dall’Unione Europea per il 2010. Per questo
sta predisponendosi a varare uno strumento che, con il coinvolgimento di enti locali, soggetti privati e accreditati e parti sociali, prevede investimenti ingenti nei prossimi tre anni. Si
tratta di un piano che, nel complesso, prevede oltre 75 milioni di risorse che serviranno sia per il cofinanziamento delle spese di gestione da parte dei Comuni, sia per la realizzazione di
nuovi servizi, tradizionali o di nuova concezione, sia pubblici che pubblico-privati, per diversificare l’offerta e ampliare il numero dei posti. Particolarmente importanti i servizi per i
piccoli comuni e per i comuni disagiati, che già oggi sono protagonisti di una iniziativa specifica, quella dei nidi ragnatela, e ai quali il nuovo piano riserverà un
finanziamento ad hoc.
La sfida dell’abbattimento delle liste di attesa – particolarmente difficile perché la domanda di servizi per l’infanzia cresce con il crescere dell’offerta – passa anche dal
finanziamento di voucher, buoni di 3000 euro l’anno per le famiglie che sono in graduatoria ma non hanno trovato posto negli asili nido pubblici. Sempre con questa finalità si punta a
anche a far aumentare classi di nido nella fascia di età fra i 2 e i 3 anni, oltre al mantenimento delle classi primavera recentemente costituite, come pure alla crescita di servizi
domiciliari e i nidi aziendali.
Si tratta – come ha sottolineato l’assessore – di una sfida per garantire al più alto numero di piccoli cittadini toscani, indipendentemente da dove vivono, pari opportunità
nell’accesso a servizi educativi preziosi per il loro sviluppo.






