Regione Piemonte: i provvedimenti della giunta
6 Ottobre 2008
La discussione del bilancio di previsione 2009, il programma attuativo del Fondo per le aree sottoutilizzate, i ricorsi alla Corte Costituzionale contro la “manovra
Tremonti”, il dimezzamento degli sportelli dei consumatori, il finanziamento di progetti di ricerca e l’aggiornamento dell’intesa sulle infrastrutture sono i
principali argomenti trattati dalla Giunta regionale durante la riunione odierna e quindi illustrati ai giornalisti dalla presidente Mercedes Bresso e dagli assessori Andrea Bairati,
Daniele Borioli, Sergio Conti e Luigi Sergio Ricca.
Bilancio 2009. La presidente ha annunciato l’inizio dell’esame del bilancio di previsione per il prossimo anno, che verrà approvato venerdì rispettando
l’impegno assunto con il Consiglio, ed ha rimarcato che “la predisposizione del bilancio diventa ogni anno più complicata, perché in attesa
dell’applicazione del federalismo fiscale i vincoli imposti dal patto di stabilità sono sempre più complessi e scarsamente praticabili. Uno dei punti su cui le
Regioni sono riuscite a strappare il consenso del Governo, anche se ancora non c’è un atto formale in tal senso, è togliere dal patto di stabilità almeno la
quota di fondi europei che spetta all’Unione Europea. Pur di fronte alla grande difficoltà a far quadrare i conti in questa situazione, abbiamo comunque deciso di mantenere
l’impegno per ridurre ulteriormente la quota regionale dell’addizionale Irpef: per i redditi fino a 15.000 euro si era già deciso di azzerarla, un ulteriore passo
sarà abbattere del 60 per cento la quota per i redditi da 15.000 a 20.000 euro, portandola dallo 0,5 allo 0,2 per cento”.
Fondi FAS. Iniziato l’iter del programma attuativo del Fondo per le aree sottoutilizzate 2007-2013, che nei prossimi due mesi sarà sottoposto alla valutazione ambientale
strategica e al confronto con il Ministero per lo Sviluppo economico, e che porterà dopo l’approvazione definitiva all’utilizzo di un miliardo di euro (889,255
milioni di fondi statali e 110,745 di fondi regionali) che verranno ripartiti su cinque assi: innovazione e transizione produttiva, sostenibilità ambientale e efficienza
energetica, riqualificazione territoriale, valorizzazione delle risorse umane e assistenza tecnica. “La logica – ha osservato l’assessore Conti – è il riequilibrio
tra le varie aree piemontesi con il finanziamento di progetti che non possono essere finanziati con gli altri fondi europei”. Tra le linee di azione figurano: il sistema integrato
di sanità elettronica; i sistemi informativi a supporto dell’istruzione, della formazione e del mercato del lavoro; l’attrazione di nuove imprenditorialità e
di investimenti produttivi dall’estero o da fuori Piemonte; il miglioramento qualitativo e quantitativo del sistema di trasporto pubblico ferroviario e automobilistico; la tutela
e valorizzazione del sistema fluviale del Po e la riduzione delle situazioni di rischio idrogeologico; lo sviluppo della filiera bosco-legno-energia; il sostegno ai processi di sviluppo
locale; lo sviluppo sostenibile del sistema montano per migliorarne la competitività e garantire un adeguato livello di servizi; la riqualificazione post-manifatturiera
attraverso l’offerta di localizzazioni di qualità ed ecologicamente attrezzate; l’innalzamento qualitativo dell’offerta culturale e la realizzazione di
strutture e spazi culturali; l’incremento dei servizi di welfare; il sostegno ad azioni di promozione e consolidamento del sistema formativo.
Ricorsi. La presidente ha comunicato la decisione di impugnare davanti alla Corte Costituzionale le disposizioni della cosiddetta “manovra Tremonti” (legge n.133 del 6
agosto 2008) riguardanti l’energia, la modifica dei contratti di apprendistato, la privatizzazione dei servizi pubblici locali e il piano per la casa, in quanto non vengono
rispettate le competenze che in queste materie la Costituzione assegna alle Regioni. “Si tratta in tutti i casi di materie concorrenti, sulle quali il Governo non può
decidere da solo – ha sostenuto Bresso – Un atteggiamento scorretto e che definirei curioso, visto che proviene da un esecutivo che nelle parole e negli atti di molti ministri vorrebbe
essere federalista”.
Sportelli dei consumatori. L’assessore Ricca ha precisato che, nell’ambito del percorso sul consumerismo intrapreso all’inizio di settembre, dal 2009 gli sportelli
gestiti dalle varie associazioni saranno dimezzati: da 60 diventeranno 30 (otto a Torino, tre ad Alessandria, Cuneo e Novara, due ad Asti, Biella e Vercelli, uno a Verbania e in altre
città piemontesi). “Per ottenere i finanziamenti regionali – ha detto Ricca – chiederemo orari più ampi degli attuali. Inoltre, premieremo chi estenderà al
sabato l’apertura delle sedi e valuteremo la qualità e quantità dell’attività svolta. Ogni associazione non potrà avere più sei sportelli
in Piemonte e non più di uno per provincia”.
Finanziamenti per la ricerca. L’assessore Bairati ha notificato la conclusione del percorso di valutazione del bando sulle “converging technologies”, che
finanzierà progetti su aree tematiche definite dalla convergenza e dalla combinazione di diversi settori – nanoscienze e nuovi materiali, bioscienze, ICT, scienze cognitive –
presentati dagli atenei, dai centri di ricerca pubblici e privati e dalle imprese. I progetti finanziati saranno tredici.
Intesa sulle infrastrutture. La Giunta ha analizzato l’ipotesi di integrazione all’Intesa generale quadro sulle infrastrutture, che verrà prossimamente firmata dai
presidenti Bresso e Berlusconi. Come ha illustrato l’assessore Borioli, “comprende tutte le opere strategiche per il Piemonte, da quelle interamente a carico dello Stato
come l’alta capacità ferroviaria e il terzo valico, a quelle cofinanziate da Stato e Regione e con il ricorso ai privati, come la tangenziale est e corso Marche di Torino e
la Pedemontana. Inseriti anche il sistema ferroviario metropolitano e il prolungamento della metro di Torino a Cascine Vica”.




