Ravenna: 31 gennaio – chiusura della stagione venatoria

 

Ravenna – Sabato 31 gennaio è la data di chiusura generale della stagione venatoria. Nella nostra provincia, su una superficie di 164.465 ettari di territorio
agro-forestale, hanno esercitato la loro attività 8.125 cacciatori. Nel 2008 sono stati abilitati 101 nuovi cacciatori , mentre si è provveduto all’organizzazione
degli ultimi quasi 400 operatori abilitati lo scorso anno per la gestione faunistica, cacciatori che volontariamente si offrono per controllare quelle popolazioni di animali non
cacciabili, ma che arrecano grave impatto sugli ecosistemi naturali e sulle produzioni agricole, quali nutria, corvidi, cormorani, volpe e storni.

“Nel contesto di una gestione venatoria sempre più organizzata per singola specie e con abbattimenti programmati e calcolati in funzione dei censimenti delle singole
popolazioni selvatiche, domenica 7 dicembre 2008, si era chiusa la caccia alla selvaggina stanziale” spiega l’assessore provinciale Libero Asioli.

“Anche la caccia collettiva al cinghiale in braccata, all’interno dell’Atc Ra3, è stata chiusa in anticipato, il 14 gennaio 2009, in quanto completato il piano
di abbattimento previsto 294 capi. Nonostante l’attività venatoria fosse iniziata in un clima arroventato, residuo di un’eccezionale siccità estiva, dai primi
riscontri, la stagione venatoria si è caratterizzata per una fauna selvatica stanziale felicemente riprodottasi, con notevoli presenze di popolazioni ben strutturate e
rappresentate da soggetti in perfetta forma, che hanno permesso abbattimenti più che soddisfacenti per la maggior parte dei cacciatori”.

Sono stati invece scarsi gli avvistamenti della piccola avifauna migratrice, più soggetta alle vicissitudini degli eventi meteorici autunno-invernali.

I periodi di passo, a volte anche intensi, si sono concentrati in pochi giorni, e spesso al di fuori dei periodi canonici.

Dalla chiusura della caccia vagante alla fauna stanziale, gli Atc hanno organizzato, all’interno degli ambiti di produzione, le consuete catture di fauna selvatica da utilizzarsi
per i ripopolamenti delle zone dove minori sono le densità delle specie , sia di lepri ormai concluse con oltre 1500 capi catturati, sia di fagiani ancora in corso.

Nel 2008 sono state abbattute circa 5.111 nutrie.

“Sempre al fine di migliorare gli ecosistemi ambientali, favorendo la naturale riproduzione della fauna selvatica, migliorare le necessarie zone di rifugio e fornire siti di
alimentazione alternativi alle colture agricole da reddito – aggiunge Asioli – sono stati realizzati progetti, in collaborazione con gli agricoltori locali, cui sono stati erogati
contributi per 30mila euro. Offriamo assistenza agli imprenditori agricoli nella difesa delle loro colture cercando di prevenire i danni arrecabili dalla fauna selvatica; forniamo
tecnologie e materiali repellenti o di recinzione. Sono state distribuite oltre 150mila reticelle per la protezione di giovani fruttiferi, e 20mila metri di rete per recinzione. Nel
caso in cui ci siano stati danni, occorrerà provvedere con apposito contributo al risarcimento. Nel 2007 erano stati rimborsati danni per 257.355 euro.

 

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