Raccogliamo il monito del Santo Padre ma senza strumentalizzazioni politiche
10 Gennaio 2008
Roma – «Le osservazioni rivolte da Sua Santità Benedetto XVI alla nostra città sono, come è giusto che sia, un richiamo per tutti noi, intendendo con
«tutti noi» gli amministratori e la politica, come è evidente, il Papa non compie attacchi politici e non entra nella competizione tra partiti.
E’ quindi del tutto fuorviante usare quanto detto dal Pontefice come propaganda. Egli si limita a sollecitare soluzioni a chi dovrebbe essere in potere di realizzarle. La difesa degli ‘ultimi’
e quella della famiglia sono temi cari a tutti i cattolici, e nelle ultime sedute dell’anno 2007, l’Aula Giulio Cesare ha dimostrato di avere cura della famiglia. Senza ipocrisie credo che la
classe politica debba far proprie le sollecitazioni di Benedetto XVI. Sugli insediamenti abusivi, sulle emergenze abitative, sulla difesa della famiglia e sul sostegno ai meno abbienti questa
amministrazione anche nell’ultima sessione di bilancio ha adottato provvedimenti e compiuto scelte che puntano a migliorare la qualità della vita dei cittadini romani. Di fronte alle
esortazioni del Pontefice non servono futili polemiche ma sollecite risposte ai problemi posti, determinando cambiamenti laddove si rilevino inefficienze dell’amministrazione e della politica.
Non credo che il Pontefice volesse mettere il cilicio al Sindaco Veltroni, piuttosto volesse chiedere a lui come primo cittadino di approntare azioni efficaci per contrastare povertà e
sofferenze, rilanciando ideali di solidarietà e di maggiore equità sociale. Bene farà il Sindaco e l’amministrazione Capitolina a raccogliere l’invito di Sua Santità
ad operare meglio su settori che incontrano difficoltà, e a raccogliere la sfida per rendere la qualità della vita migliore alle famiglie, ai cittadini e ai nuovi concittadini
romani.





