Pubblica amministrazione: commette reato il funzionario pubblico che non fornisce copia degli atti amministrativi entro 30 giorni dalla richiesta

Pubblica amministrazione: commette reato il funzionario pubblico che non fornisce copia degli atti amministrativi entro 30 giorni dalla richiesta

Il funzionario pubblico ha l’obbligo, per non incorrere in un reato penale, di fornire al cittadino copia degli atti amministrativi che lo riguardano o di fornire comunque una risposta che
giustifichi il mancato accesso agli atti. Con questa decisione la Corte di Cassazione ha confermato la sentenza di condanna pronunciata dal Tribunale nei confronti di un funzionario responsabile
dei servizi tecnici di un Comune che non aveva fornito alla proprietaria di un’area interessata da un provvedimento di esproprio copia dei relativi documenti ne’ aveva fornito, entro i previsti
30 giorni, una risposta giustificativa del ritardo.
L’area di proprieta’ della donna era stata espropriata dalla Regione Sicilia per la realizzazione di opere pubbliche e successivamente era stata ceduta ad un Comune della Regione per la
costruzione di un parcheggio; la signora aveva quindi chiesto di prendere visione dei documenti della cessione, ma non aveva avuto risposte.
La Corte di Cassazione ha osservato che il comportamento del funzionario aveva leso un interesse giuridicamente qualificato della ricorrente la quale, ottenendo le informazioni richieste, avrebbe
potuto decidere con cognizione di causa se avviare nuove iniziative legali per ottenere il risarcimento dei danni o la restituzione dell’area oppure di rinunciare a qualsiasi ulteriore
azione.
  Il responsabile dei servizi tecnici era l’unico che aveva completa conoscenza delle vicende di fatto relative all’area espropriata e aveva quindi l’obbligo di dare una risposta. Ne’
valgono a giustificare la condotta omissiva del funzionario le obiezioni avanzate dalla difesa che egli riteneva di non essere competente a rispondere e che la richiesta della signora riguardava
la possibilita’ di prendere visione degli atti di un procedimento amministrativo inesistente.
In entrambi i casi, hanno affermato i giudici, resta ingiustificato il silenzio omissivo del pubblico ufficiale perché anche la risposta negativa dell’ufficio circa la disponibilita’ della
documentazione richiesta fa parte del contenuto dovuto dell’atto in quanto il cittadino in base all’informazione negativa pur appunto organizzare la sua strategia di tutela o rinunciare in modo
definitivo ad ogni sua pretesa.
Il funzionario ha quindi commesso il reato consistente nel “mancato compimento di un atto dell’ufficio da parte del pubblico ufficiale o dell’incaricato di pubblico servizio o dalla mancata
esposizione delle ragioni del ritardo entro 30 giorni dalla richiesta di chi vi ha interesse”.

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