Proseguimento dopo la scadenza e proroga del contratto a termine. Quante volte? Legittimità della prova

D: Il contratto a termine può essere prorogato? Quando la proroga è ammessa? Quando scatta l’ipotesi del contratto a tempo indeterminato? E’ legittima l’apposizione di un
periodo di prova?

R: Il contratto a termine può essere prorogato, per una sola volta, quando il contratto iniziale ha una durata inferiore a tre anni e con il consenso del lavoratore.
Tale proroga è ammessa quando sussistono ragioni oggettive e si riferisce alla stessa attività lavorativa per la quale era stato stipulato il contratto iniziale ed in tal caso, la
durata complessiva del rapporto di lavoro (durata iniziale proroga) non può superare i 3 anni.
Può verificarsi che il rapporto di lavoro prosegue dopo la scadenza del termine inizialmente fissato o successivamente prorogato. Allora il datore di lavoro deve corrispondere al
lavoratore una maggiorazione della retribuzione complessiva pari al 20% fino al decimo giorno successivo alla scadenza, e pari al 40% per ogni giorno ulteriore.

Inoltre il termine massimo per la prosecuzione oltre la scadenza, stabilito dalla legge, è pari a 20 giorni, se il contratto a termine aveva una durata inferiore a 6 mesi, e a 30 giorni
negli altri casi.
Ma qualora il rapporto di lavoro prosegue oltre i suddetti termini, il contratto deve essere considerato a tempo indeterminato.
Nell’ipotesi in cui il lavoratore venga assunto più volte a termine presso la stessa azienda se questo viene riassunto a termine entro 10 o 20 giorni dalla scadenza, a seconda che il
primo contratto fosse di durata rispettivamente inferiore o superiore a 6 mesi, il secondo contratto viene considerato a tempo indeterminato.
Nel caso invece che il lavoratore venga riassunto a termine immediatamente dopo la scadenza del primo contratto, in modo che tra il primo e il secondo contratto non vi sia alcuna soluzione di
continuità, il rapporto di lavoro si considera a tempo indeterminato fin dalla data della stipulazione del primo contratto.
Quanto alla domanda della legittimità del patto di prova tutte le tipologie di contratto sono subordinate ad un periodo di prova stabilito dal CCNL nazionale a seconda della qualifica e
del livello di assunzione che ne stabilisce anche la durata.

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