Prosecco e Zibibbo… Prosecco e Pantelleria… Zaia e sindaco di Pantelleria (Video)

Prosecco e Zibibbo… Prosecco e Pantelleria… Zaia e sindaco di Pantelleria… non solo vitigno ma territorio (Video)

Difendere un nome significa difendere e valorizzare un territorio con le sue peculiarità – Intervista a Giampietro Comolli anche su vigne eroiche

 

Vinitaly 2022, cinquantaquattresina edizione, lascia e lancia molti segnali di ripartenza ma anche di sviluppo. Fra le tante iniziative, eventi, interviste quella che ha veramente segnato una diversa e innovativa comunicazione in termini di rapporti, di unità di intenti, di volontà reciproca, di manifestazione di interesse, di partecipazione, sicuramente è stata l’intervista rilasciata dal Governatore del Veneto, Luca Zaia. E’ un politico ma anche enologo, ex ministro dell’agricoltura, decisore su Glera-Prosecco, fautore del Prosecco Doc come territorio e non solo vitigno e dell’Unesco per le Colline del Prosecco.

 

Binomio Prosecco e Zibibbo

Si pone l’accento sul binomio Prosecco, e non c’è da meravigliarsi, con lo Zibibbo di Pantelleria.
Tutti hanno letto questa intervista come un endorsement per i viticoltori panteschi, un consiglio disinteressato da tecnico affiche anche Pantelleria possa fare lo stesso percorso del Prosecco. Ma questo cosa vuol dire, cosa comporta. Immediatamente il sindaco Vincenzo Campo di Pantelleria ha aperto tutte le strade perché Zaia sia cittadino onorario pantesco, sia portavoce delle istanze dello Zibibbo, sia ospite alla “perla nera” del Mediterraneo.  Per capire bene, chiediamo a un noto esperto nazionale, come Giampietro Comolli, enologo, manager di imprese, docente ai master e uno dei “padri” dei consorzi di tutela e soprattutto della Federdoc, dal 2004 al 2013 direttore dell’Altamarca di Treviso….

…da dove – dicono i libri – tutto partì, è vero Comolli? 

“ Esatto. Nei convegni inaugurali del Forum Spumanti Italia del 2006 e 2007, fu proprio Zaia rispondendo ad una domanda del sottoscritto,  a lanciare l’idea di un “Prosecco” autonomo e autentico, certificato per la tutela di un vino che stava crescendo, ma soprattutto per un territorio. La sinonimia del vitigno Prosecco e Glera aiutò a risolvere la questione tecnica come la esistenza del comune di Prosecco in Friuli. Un successo assoluto merito solo del Governatore e dei viticoltori, i quali sono i soli unici proprietari della terra, quindi delle vigne, dei vitigni, delle uve e della Denominazione. Non semplice mettere d’accordo 3500 viticoltori coinvolti. Un percorso tecnico che non solo ha recuperato un vitigno, ha tutelato il binomio vitigno-vino speciale e ha dato certezze di reddito e di futuro a tante famiglie agricole. I vinificatori e imbottigliatori si sono messi a disposizione,  sono decuplicati in 15 anni, hanno moltiplicato fatturati, diffuso un brand tricolore nel mondo ” 

Comolli ma i numeri e la storia dello Zibibbo e Pantelleria che c’entrano, numeri e luoghi diversi?

“ Si può dire che è così, ma l’intuizione di Zaia è importante, interessante, molto significativa e di una attualità disarmante…quasi da super ministro dell’agricoltura, transizione, ambiente, cultura e alimentazione tutto insieme. Capeau a Zaia perché in poche libere parole ha dato un segnale di realismo e concretezza. Il Prosecco è vino leader ed è  sulla tavola di centinaia di milioni di consumatori nel mondo. Lo Zibibbo passito (quello naturale, ribadisco) di Pantelleria ha numeri infinitesimali, non è sulla bocca di tutti, ma è una eccellenza eccezionale che rappresenta la storia e il futuro di una isola intera, una popolazione, una vita di 3000 anni almeno, una cultura enoica senza uguali che rischia di finire con questa generazione per scelte non condivise, idee troppo di parte, imposizione e lassismo, terra abbandonata, fuga dei giovani coltivatori, uve pagate male ai viticoltori,  prezzi al consumo troppo diversi e sballati,  non in linea con l’eccelsa qualità. Se tutto venisse realizzato sulla “perla nera”. Zaia ha colpito nel segno e affondato chi non ha capito che solo una figura terza può definire un programma di recupero e sviluppo immediato, puntando su sostenibilità e resilienza, non su arroccamento delle pedine e uso delle norme ad titolum! Il passito di Pantelleria non deve finire perché c’è la fuga, perché il vino non è più consumato e accettato, perché troppe imitazioni con lo stesso nome “zibibbo”, inflazionano e  arrecano danno all’originalità pantesca. Il consumatore non si fida più.  Zaia consiglia ai panteschi di fare la stessa cosa che hanno fatto i produttori dell’Altamarca. Credere che il futuro sta solo nella unicità dello “Zibibbo-Pantelleria”, nella nuova etichetta Docg passito naturale, nella affidabilità e decisionalità dei viticoltoi panteschi e non di altri soggetti, anche se imprenditori fondamentali….ma indispensabili  a valle con una remunerazione delle uve in base alla qualità e non alle carte“. 

Quindi Comolli, per questi giorni di SS. Pasqua, nei menù c’è spazio sia per il Prosecco che lo Zibibbo? Giusto il binomio dei nomi? 

“Certamente. La similitudine è fra Prosecco spumante e Zibibbo passito. Tutto il mondo enologico può utilizzare il nome Moscato o Moscato di Alessandria come vitigno. Solo Pantelleria deve poter usare, come la storia dice, il termine Zibibbo sinonimo di Moscato, come solo il Veneto usa il nome Prosecco e il vitigno Glera è sinonimo. Glera e Moscato sono ovunque:  Prosecco e Zibibbo no! Zaia ha ragione al 100%.

La Docg “Zibibbo” è il logico primario risultato. Poi c’è da mettere in pratica azioni attrattive e di consolidamento della presenza fisica sul territorio che è unico, è di eruzione lavica e con calcareo-argilloso come in altre isole. Una sola tipologia deve essere Docg: il passito naturale imbottigliato a Pantelleria, bio e sostenibile. A latere ci sta un vino bianco tranquillo fresco minerale salino sapido che il mercato mondiale tanto richiede. Per questo che a tavola per la SS. Pasqua ci sta benissimo un Prosecco Spumante Doc metodo italiano come aperitivo e un primo piatto di pasta e alla fine con la colomba pasquale o la torta di mandorle o il croccante di miele e nocciole lo Zibibbo,  solo di Pantelleria passito e naturale”    

               

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