Progetto UE porta il pesce sul cellulare

Una guida sul telefonino sta aiutando i consumatori ad acquistare specie ittiche che sono state catturate in maniera sostenibile, la guida, che è stata sviluppata nell’ambito del
progetto finanziato dall’Unione europea INCOFISH (Integrating multiple demands on coastal zones with emphasis on aquatic ecosystems and fisheries, Integrazione delle domande multiple nelle zone
costiere con enfasi sugli ecosistemi acquatici e la pesca), riunisce informazioni tratte da 18 diverse guide all’acquisto di prodotti ittici elaborate dal WWF, dalla Marine Conservation Society
(Società per la conservazione marina) e da altri organismi, e contenenti riferimenti alle dimensioni di pesci interi e filetti .

In base a una valutazione scientifica delle condizioni generali dello stock ittico e dei fondali di pesca, la guida informa il consumatore sulle specie che può mangiare senza avere
rimorsi di coscienza. In tale contesto, è importante tenere in considerazione le dimensioni del pesce, poiché indicano se l’esemplare ha raggiunto la maturità sessuale e ha
di conseguenza avuto la possibilità di riprodursi prima di essere catturato, garantendo così la sopravvivenza della specie.

Un consumatore coscienzioso, ad esempio, non dovrebbe acquistare marlin blu ed eglefini, bensì preferire gli ippoglossi catturati al largo della costa del Pacifico settentrionale degli
Stati Uniti. Il granatiere, invece, endemico dell’Atlantico settentrionale, va comprato solo se i filetti superano i 49 centimetri di lunghezza.

È possibile accedere a questi dati on line, tramite computer o, elemento ancora più importante, attraverso cellulari abilitati alla navigazione in rete, che permettono di ottenere
tali informazioni in qualsiasi luogo e in qualsiasi momento. Nello sviluppo del dispositivo, gli scienziati hanno utilizzato principalmente simboli e poche parole; in questo modo la guida
sarà facilmente comprensibile per tutti.

«Vogliamo far sì che i consumatori siano in grado di contribuire all’uso sostenibile degli oceani», afferma il dottor Rainer Froese, dell’Istituto IFM-GEOMAR, coordinatore
del progetto. «Se la domanda di specie ittiche sovrasfruttate e di pesci troppo piccoli scenderà, non varrà più la pena catturarli.»

«Speriamo che questo strumento si riveli utile per chiunque voglia contribuire attivamente alla protezione degli oceani», aggiunge il dottor Froese.

Tramite diversi studi, il progetto INCOFISH sta cercando di esaminare e sviluppare strumenti finalizzati alla ricostituzione di ecosistemi e stock ittici sani entro il 2015. Questo è
solo uno degli obiettivi definiti dal Vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile. Alla ricerca partecipano 36 partner di 23 paesi di tutto il mondo. INCOFISH riceve finanziamenti per un valore
di quasi 5 Mio EUR nell’ambito dell’area tematica «Cooperazione internazionale» del Sesto programma quadro (6°PQ).

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