Prodi: «verso il Governo nessun ricatto: solo dialogo»

Prodi è stufo di sentir parlare di un governo che vive sotto il ricatto dell’ala più sinistra della maggioranza e ha colto l’occasione fornita dalla Conferenza della Cisl per
porre un limite alle discussioni e all’inarrestabile fiume di parole che scorre quotidianamente sull’argomento.

Ecco, dunque, che il Professore spiega la dinamica ed il funzionamento del suo Governo, ribadendo che non si tratta di “ricatti”, ma di un meccanismo fondato sul dialogo e sulla concertazione:
“Sempre più spesso si dice che il governo è ‘schiacciato’ o addirittura sotto ricatto; schiacciato dal sindacato, dalla sinistra, oggi anche dal centro della sua coalizione – ha
spiegato Prodi nel corso del suo intervento – Ebbene, offrire, come abbiamo fatto in questi mesi capacità di ascolto e dialogo non significa essere sotto ricatto. Anzi significa non solo
avere una concezione più evoluta della società e delle sue dinamiche, ma anche avere la forza per potersi sottoporre al confronto”.

Il Professore, poi, ha analizzato la situazione del governo precedente, definendo “miopi prove di forza” l’operato di Berlusconi e del suo entourage: “Nella scorsa legislatura abbiamo visto
dove le miopi prove di forza hanno portato il Paese – ha spiegato il premier, rivolgendosi al Cavaliere, che però aveva già lasciato la sala”. “Continuiamo a confrontarci ed
ascoltarci, solo così potremmo dare all’Italia le altre importanti riforme di cui ha bisogno”, ha concluso Prodi.

Il Premier è tornato anche sul tema della concertazione con le parti sociali, esprimendo soddisfazione per il Protocollo sul welfare (che spera sia approvato dal Parlamento entro al fine
dell’anno) e rassicurando i sindacati suoi rinnovi contrattuali: “Concertazione non significa accettare passivamente le soluzioni proposte, significa piuttosto ricercare insieme le soluzioni
migliori, ascoltando e valutando le opinioni delle parti”, ha spiegato Prodi, ribadendo, comunque, che “spetta poi al Governo la responsabilità di fare la sintesi e di assumersi le
responsabilità delle decisioni finali nell’interesse esclusivo del Paese”.

Il Professore ha anche ricordato che “il governo, fin dai suoi primi passi, ha fortemente voluto (e saputo) riannodare i fili del dialogo con le parti sociali”, poichè la “concertazione
è una strada faticosa e difficile da percorrere, ma è un percorso indispensabile”: “So che in questo momento al sindacato stanno a cuore il contratto del pubblico impiego ed il
tema più generale dei salari. Sono temi importanti anche per noi”, ha chiarito, aggiungendo che sul contartto degli statali verrà certamente trovata una soluzione”.

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