Prodi alla «Progressive Governance Conference 2008»

Il Presidente del Consiglio Romano Prodi ha partecipato oggi al Progressive Governance Conference 2008 che si svolge a Londra, tema dell’incontro, che vuole essere un confronto informale di
idee, è «Promuovere la prosperità globale», alla prima giornata dei lavori ha preso parte anche il ministro dell’Interno Giuliano Amato.

Il Presidente Prodi nel suo intervento di oggi ha ribadito quella che è sempre stata la sua posizione e del suo governo: la sostenibilità è centrale, e non si deve pensare
alla finanza solo come a una gestione dei beni, ma anche come un mezzo per la redistribuzione degli stessi. Secondo il Presidente Prodi nel mondo non c’è abbastanza cooperazione
nè scambio di dati in tempi di crisi finanziaria globale. E anche le organizzazioni internazionali vanno riformate. «Ci sono sempre incontri ogni settimana – ha osservato Prodi –
ma non c’è scambio di informazioni. Non esiste un ente internazionale forte che abbia il controllo della finanza. E’ tempo che questo si faccia. E’ ora di aprire gli occhi. Le
organizzazioni internazionali si riformano in tempi di crisi, non in tempo di pace».

Il Presidente Prodi – nella seconda sessione della mattinata dedicata al tema del clima – ha sottolineato che per contrastare i cambiamenti climatici in maniera efficace non bastano le
iniziative internazionali, come quelle importanti prese dall’Ue, ma bisogna anche trovare un modo di bilanciare gli interessi nazionali, che altrimenti possono vanificare progressi reali.
«Servono azioni concrete – ha osservato Prodi – e la prima è quella di puntare sulle tecnologie. In particolare per quel che riguarda le energie rinnovabili, un uso diverso degli
idrocarburi, e per trovare un obiettivo comune per l’eterno problema dell’energia nucleare. E nel caso delle energie rinnovabili, non si può fare, come nel caso degli ecocarburanti, a
discapito della produzione alimentare». «L’Unione Europea ha preso di recente importanti iniziative per azioni concrete contro i cambiamenti climatici – ha aggiunto Prodi – ma poi
quando ci si scontra con problemi specifici, come le emissioni di Co2 delle automobili, ci si scontra con gli interessi nazionali. Occorre bilanciare questi interessi nazionali, se si vuole
compiere azioni concrete», ha concluso.

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