Prevenire è meglio che spegnere: patto tra agricoltori e ambientalisti per contrastare gli incendi boschivi

By Redazione

I presidenti di Cia e Vas, Giuseppe Politi e Guido Pollice firmano un protocollo d’intesa per prevenire il fenomeno e salvaguardare il patrimonio agro-forestale del nostro Paese. Attivo il
numero verde 800.866158 per segnalare le aree a rischio.

“Prevenire è meglio che spegnere”. E’ questo lo spirito che anima il protocollo d’intesa tra Cia-Confederazione italiana agricoltori e Vas-Verdi ambienti e società per
contrastare gli incendi e salvaguardare il patrimonio agro-forestale del nostro Paese. Un accordo teso a combattere una “piaga” per i boschi italiani che rappresentano un vero patrimonio, con
oltre 10 milioni di ettari, pari a più del 30 per cento del territorio nazionale.

Il protocollo, siglato, oggi, a Roma, dai presidenti della Cia Giuseppe Politi e dei Vas Guido Pollice, impegna, quindi, ambientalisti ed agricoltori a collaborare nei relativi settori alla
prevenzione degli incendi e alla tutela del patrimonio agro-forestale.

Nell’intesa si evidenzia che la prevenzione è la migliore arma di azione contro gli incendi e che il contenimento delle aggressioni all’ambiente, non possono oggi prescindere dal
potenziamento delle attività di contrasto dei reati congiunte in modo sinergico ad un processo di sensibilizzazione della pubblica opinione nei confronti dei valori della natura e
del territorio agro-forestale, quale patrimonio comune da difendere con la collaborazione dell’intera collettività.

La collaborazione tra Cia e Vas si sviluppa attraverso le seguenti modalità: promuovere iniziative di sensibilizzazione, educazione e formazione rivolte al settore agricolo sulla
sostenibilità ambientale, sulla qualità dello sviluppo, sulla cittadinanza attiva e sul rapporto tra il mondo agricolo e il territorio; avviare percorsi di formazione,
aggiornamento e occasioni di incontro per gli agricoltori sugli stessi terreni; sviluppare attività di ricerca, sperimentazione come sostegno alla lotta ed alla prevenzione degli
incendi; elaborare materiali informativi e percorsi conoscitivi sulle cause e relativi danni causati dagli incendi.

Per raggiungere tali obiettivi un utile contributo può venire dalla realizzazione di una rete di collaborazione tra le associazioni ambientaliste e il mondo degli agricoltori,
finalizzata a fornire un contributo alle attività di prevenzione del danno al patrimonio agro-forestale e ambientale. Nello stesso tempo, attivare una vasta azione educativa e
culturale per valorizzare l’azione dei volontari.

Da rilevare che sia Cia che Vas hanno avviato da tempo campagne nazionali sulla prevenzione degli incendi. Quella della Cia, “L’attenzione spegne più incendi dell’acqua”,
è un’iniziativa promossa con il contributo del ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali. Essa si articola attraverso una programmazione radiofonica su scala
nazionale e con la distribuzione capillare sul territorio di materiale informativo e didattico. Particolare attenzione, ovviamente, è dedicata alle aree rurali e a tutti i soggetti
che intorno ad essa operano e ne fruiscono.

Con la campagna dal titolo “Preveniamo gli incendi”, i Vas utilizzano lo strumento di allerta rapido, attraverso l’attivazione di un numero verde 800.866158 supportato da uno staff di tecnici e
da un Ufficio Giuridico (CoGiVas) per la segnalazione del rischio di incendio e di danno ambientale. Una campagna che si svolge con la collaborazione ed in perfetta sinergia con il Corpo
forestale dello Stato e con il patrocinio di numerose regioni ed enti locali.

L’incendio boschivo, sia doloso che colposo, è un delitto contro la pubblica incolumità e come tale, è perseguito penalmente. Chi provoca un incendio
è punito con la reclusione da 4 a 10 anni. Se l’incendio è cagionato per colpa, la pena è la reclusione da 1 a 5 anni. “Bisogna , pertanto, mettere
assolutamente un freno -hanno rilevato Politi e Pollice- alla macchina distruttrice del fuoco e alle lobby degli incendiari”.

Otto regole contro gli incendi

– Non accendere fuochi fuori dalla aree attrezzate. Non abbandonare mai il fuoco prima di andare via accertati che sia completamente spento.

– Non gettare mozziconi di sigarette o fiammiferi ancora accesi. Possono incendiare l’erba secca delle scarpate lungo strade, ferrovie, etc.

– Prima di parcheggiare l’auto accertati che la marmitta non sia a contatto con l’erba secca. Il calore della marmitta potrebbe incendiarla.

– Non abbandonare i rifiuti nei boschi e nelle discariche abusive. Utilizza gli appositi contenitori: i rifiuti se abbandonati, possono rappresentare un pericoloso combustibile.

– Non bruciare, senza le dovute misure di sicurezza, le stoppie, la paglia e altri residui agricoli. Rispetta le norme regionali in materia. Circoscrivi ed isola il terreno con una fascia arata
di sufficiente larghezza efficace ad arrestare il fuoco. In pochi minuti potrebbe sfuggirti il controllo del fuoco.

– Se avvisti delle fiamme o anche solo del fumo dai l’allarme. Chiama il 1515. Non pensare che altri l’abbiano già fatto. Fornisci le indicazioni necessarie per localizzare
l’incendio.

– L’incendio non è uno spettacolo, non sostare lungo le strade. Intralceresti l’arrivo dei mezzi di soccorso e le operazioni di spegnimento necessarie per gestire l’emergenza.

– Non sostare in luoghi verso i quali soffia il vento. Potresti rimanere imprigionato tra le fiamme e non avere più una via di fuga.

Il vademecum per l’agricoltore

1. Carenze costruttive. Per motivi di spazio l’abitazione e l’edificio agricolo spesso sono confinanti e la mancanza di pareti tagliafuoco o compartimenti antincendi, può
determinare la propagazione del fuoco verso altre pareti dell’edificio.

2. Impianti elettrici. Impianti elettrici non conformi e difettosi possono causare incendi. Cavi elettrici volanti o schiacciati possono generare dei corto circuiti con conseguenza la creazione
di scintille e quindi d’incendi.

 3. Il trattore nel fienile. Rappresenta un rischio di generare un incendio in quanto l’eventuale presenza di residui di mangime sul tubo di scappamento del trattore o dei furgoni possono
generare combustioni senza fiamma.

4. Stoccaggio del fieno ed essiccatura di granaglie. Il fieno nelle giornate calde si secca in superficie restando umido all’interno. L’umidità genera la decomposizione e quindi la
formazione di batteri che possono condurre all’autocombusione.

5. Le scariche atmosferiche. Gli edifici devono essere provvisti di impianto di protezione dalle scariche atmosferiche.

6. Le fiamme libere. Le caldaie devono essere installate in appositi locali lontani da materiale infiammabile e per le ceneri incandescenti bisogna utilizzare dei contenitori stagni di
materiale incombustibile.

7. Nei fienili:
a. non si deve fumare;
b. è necessario qualora si effettuino lavori di saldatura, molatura oppure si utilizzi il flex, provvedere all’allontanamento di tutti i materiali combustibili nel raggio minimo di
10 metri;
c. coprire i materiali e gli oggetti combustibili qualora fossero inamovibili;
d. tenere a disposizione idonei mezzi di estinzione;
e. controllare al termine dei lavori che non ci siano residui infiammabili.

8. Lampade. Le lampade lasciate accese possono provocare un serio rischio dovuto all’aumento della temperatura raggiunta in superficie.

9. Concimi. I sacchi di concimi se esposti al sole possono generare fenomeni di autocombustione dovuta all’umidità e quindi alla decomposizione(reazione chimica).

10. Ragnatele. Rappresentano del combustibile e quindi alla minima scintilla possono ardere.

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