Prestito-ponte per Alitalia? L'ipotesi all'esame del Governo

Tocca ora al Consiglio dei ministri, convocato per le ore 18:30, capire come uscire dall’impasse in cui è piombata Alitalia dopo la ritirata ufficiale di Air France-Klm, qualsiasi
intervento immediato per la compagnia di bandiera dovrà necessariamente essere bipartisan,visto che la gestione dell’affaire Alitalia sta per passare al nuovo governo.

Si parla di un prestito ponte di 100,150 milioni di euro,per dare fiato alle casse della società e dare tempo,un paio di mesi, ad altri acquirenti di farsi avanti . Ma l’ eventuale
decreto che autorizza il prestito-ponte dovrà essere poi convertito in legge dal prossimo esecutivo. L’iniezione di liquidità per 100-150 milioni di euro, secondo il sito del Sole
24 ore, potrebbe essere autorizzata attraverso un decreto firmato non dal Tesoro, ma dal ministero dell’Interno per «motivi di ordine pubblico». Un’escamotage per aggirare il veto
dell’Unione Europea sugli aiuti di Stato.

«Più che ad un prestito ponte, per la sopravvivenza di Alitalia si dovrebbe ragionare su una soluzione di emergenza», ha detto il ministro dello sviluppo economico Bersani.No
secco al prestito ponte ,e no a mettere le mani nelle tasche degli italiani, arriva dal ministro uscente Di Pietro. Quanto alle ipotesi su eventuali altri acquirenti,resta in piedi un
interessamento di Aeroflot,con il vice direttore della compagnia di bandiera russa che ad Apcom assicura che «Aeroflot studierà tutte le opzioni possibili», sottolineando la
«volontà politica» espressa dal presidente Putin, e quella di una cordata italiana con Air One e altri partner. Sullo sfondo, comunque, incombe lo spettro del
commissariamento di Alitalia. Intanto la società ha convocato per giovedì prossimo i sindacati per valutare la difficile situazione aziendale.

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