Presentato il «Primo rapporto sull'attività dei Consigli territoriali per l'immigrazione»

E’ stato presentato oggi pomeriggio ad Euro PA, il «Primo rapporto sull’attività dei Consigli territoriali per l’immigrazione» curato dal Dipartimento per le libertà
civili e l’immigrazione.

Il documento è stato illustrato nelle sue linee guida dal prefetto Mario Ciclosi, Direttore centrale delle politiche per l’immigrazione e l’asilo, che ha sottolineato come »questa
pubblicazione intenda valorizzare e quindi far conoscere a tutti coloro che sono interessati al fenomeno dell’immigrazione il quadro normativo in cui si muovono, le risorse economiche relative
di cui dispongono e, principalmente, i risultati che sono stati ottenuti dai prefetti nelle loro province con l’introduzione dei Consigli territoriali per l’immigrazione».
Questa nuova struttura che opera in ogni ambito provinciale rappresenta, come ha ricordato Ciclosi «La prima forma di collaborazione tra istituzioni e elemento fondamentale della
strategia di coesione sociale. Un confronto sempre più necessario per armonizzare con le Regioni le politiche di coesione sul territorio».

La prova del successo che ha riscosso questa iniziativa è la risposta che viene dal territorio. Infatti, pur disponendo di limitati fondi provenienti dal programma «UNRRA», i
progetti pervenuti al vaglio dei Consigli territoriali per l’immigrazione sono stati più di 1200 andando ben al di là delle aspettative dell’Amministrazione dell’Interno.
Anche per questo, il ministero dell’Interno – ha annunciato Ciclosi – sta «cercando di dotare i Consigli territoriali per l’immigrazione di fondi propri».
Alcuni prefetti hanno portato l’esperienza maturata attraverso le iniziative realizzate dai Consigli territoriali.
Il prefetto di Alessandria Paolo Castaldo ha illustrato il progetto «Pegaso», realizzato in collaborazione con la Provincia, che ha previsto l’accoglienza di alcuni rifugiati in
strutture distribuite su tutto il territorio provinciale. Altra iniziativa, giunta alla settima edizione, è la «Festa multietnica», che rappresenta ormai un appuntamento
classico per il turismo locale il cui successo va attribuito anche alla collaborazione con i privati. Per affrontare il problema dell’integrazione per stranieri che hanno fatto richiesta della
cittadinanza italiana sono state tenute delle «Lezioni», con lo scopo di trasmettere i valori contenuti nella Carta costituzionale.

Vittorio Capocelli, prefetto di Treviso, ha evidenziato come pur in presenza di rapporti problematici tra le diverse etnie presenti, la provincia di Treviso sia tra quelle »a più
alto tasso di integrazione». Il CIT si è fatto promotore di diverse iniziative in molteplici direzioni: arginare la violenza verso le donne straniere anche dal punto di vista
sanitario, l’accompagnare gli studenti stranieri nel percorso scolastico, creare una «Consulta femminile» la cui azione è risultata molto incisiva per il minore
condizionamento che le donne subiscono rispetto agli uomini nell’ambito delle loro comunità.
Il prefetto di Pesaro-Urbino Riccio ha sottolineato come la presenza di stranieri sia una risorsa ed opportunità per il paese di accoglienza nell’ovvio presupposto del rispetto delle
regole di legalità. Il CIT costituisce per questo una risorsa essenziale per affrontare la problematica dell’integrazione. A questo proposito è stato realizzato uno studio per
valutare le effettive capacità di accoglienza del territorio provinciale. Dal punto di vista operativo, il CIT ha organizzato corsi di formazione professionale tarate sulle esigenze
degli operatori economici locali, ha affrontato la questione della sistemazione alloggiativa degli straneri costituendo una apposita commissione affidata ai sindaci ed, per un migliore
inserimento sociale, ha organizzato corsi di lingua italiana per adulti e minori.

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