Pranzo di Natale. La strategia del compromesso

Pranzo di Natale. La strategia del compromesso

Sempre più vicino il pranzo di Natale. Sempre momento di gola, purtroppo spesso momento di eccesso: si assume troppo cibo e poi si paga il prezzo, in gola ed in salute.

Allora, la via migliore è la strategia del compromesso: favorire il gusto senza oltrepassare certi limiti.

Ad illustrarla, la dottoressa Stefania Giambartolomase, gastroenterologo e medico nutrizionista della SISA (Società Italiana di Scienze dell’Alimentazione), ospitata dal sito Melarossa
(www.Melarossa.it ).

La strategia inizia con il concetto di “Stacco”. E’ allora possibile mangiare “La nostra fetta di panettone o di pandoro”. Tuttavia, nei momenti tra i pasti principali, è bene saziarsi
con frutta, in primis fresca.

Ciò detto, la frutta secca è comunque migliore dei dolci: i suoi antiossidanti aiutano a gestire eventuali scorpacciate.

Questione alcolici. I drink offrono una sgradita sorpresa: le calorie vuote, cioè prive di nutrienti. Per mettere qualche cifra in chiaro, un bicchiere di vino bianco contiene
mediamente 70 kca; un bicchiere di vino rosso mediamente 75 kcal, un bicchierino di amaro mediamente 314 kcal e un bicchiere di Champagne mediamente 87 kcal. Perciò, precisi nelle
misure: ok al brindisi, ma che resti un fatto limitato.

Infine, la gestione degli avanzi. La regola-base è trovare un equilibrio. Così, parte degli avanzi finirà nel frigorifero, pronta per ritornare protagonista.
Un’altra parte va ad amici ed invitati vari. In questo modo, si evitano eccessi (nel frigo e nella pancia). Tutti, proprietario del cibo ed amici, devono rispettare le norme di conservazione.

Matteo Clerici

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