Pordenone: Salute e Protezione Sociale, dalla Regione attenzione ai Consultori
21 Ottobre 2008
Casarsa della Delizia (PN) – I consultori sanitari pubblici ripensano il proprio ruolo per adeguarlo, in una società che cambia, ai rinnovati bisogni della famiglia, della donna,
dell’infanzia e dell’adolescenza. Desiderano che il loro operato, a trent’anni dall’istituzione, sia valutato attraverso uno studio che metta in evidenza anche le necessità in
termini di risorse.
Ma soprattutto, come emerso in un confronto regionale durato due giorni, a Casarsa della Delizia, dal titolo “Il Consultorio Familiare Pubblico, un ‘ponte’ tra sanitario e sociale al
servizio della famiglia”, evidenziano la mancanza di una ‘visione’ generale, che provoca talvolta sovrapposizioni con i servizi sociali dei Comuni o inefficaci separatezze. E dunque
chiedono alla Regione di elaborare delle linee guida che indichino una strategia condivisa, in grado di aiutare a superare le attuali difficoltà nell’affrontare le diverse
problematiche. Un aiuto che può derivare anche dalla presenza di un referente unico, presso la direzione regionale Salute e protezione sociale, e dalla creazione di un
coordinamento regionale dei consultori.
I ‘Cinque punti di Casarsa’, così li ha definiti Silvano Ceccotti, responsabile dei consultori familiari dell’Azienda sanitaria 2 Isontina. Cinque richieste cui l’assessore
regionale Vladimir Kosic, intervenuto alla conclusione dei lavori del convegno, in un teatro Pasolini affollato da amministratori locali, dirigenti sanitari, medici, operatori,
assistenti sociali, psicologi, ha promesso di farsi veicolo di quanto suggerito, che sarà opportunamente analizzato per trovare le soluzioni più idonee.
Kosic ha anche ricordato, in proposito, che la legge sulla famiglia, la 11 del 2006, già offre alcune indicazioni su queste tematiche, e che sulla parte che riguarda i minori
l’amministrazione regionale è da tempo impegnata.
E richiamandosi a quanto, nel suo intervento, aveva affermato l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Pordenone, Giovanni Zanolin, ha precisato che consultori ed aziende
sanitarie dovranno anche saper raccogliere la sfida di dare al loro lavoro una dimensione educativa, che sappia andare oltre la semplice informazione a chi ai consultori si rivolge, e
che oggi ha problemi ben diversi da trent’anni fa.
I consultori familiari sono strutture socio-sanitarie nate per rispondere ai vari bisogni della popolazione. Vi operano equipe di professionisti, specializzati in settori diversi, che,
collaborando tra loro, fanno fronte a una molteplicità di problemi: sostegno alla funzione genitoriale, tutela dei minori, maternità e paternità responsabile,
percorso nascita, interruzione volontaria della gravidanza.
Il convegno è stato organizzato dall’Azienda sanitaria n. 6 Friuli occidentale, rappresentata dal direttore generale Nicola Delli Quadri, con il patrocinio di Regione Friuli
Venezia Giulia e Comune di Pordenone.




