Pomodoro cinese: La Puglia tra le regioni più colpite
9 Giugno 2010
Bari – “Una delle regioni italiane più colpite dal fenomeno del pomodoro clonato risulta proprio la Puglia”. Lo spiega il Presidente della Coldiretti Puglia, Pietro Salcuni,
commentando il dossier elaborato dall’associazione agricola, dalle cooperative agricole dell’Unci e dalle industrie conserviere dell’Aiipa, sulle importazioni di concentrato di pomodoro cinese.
Secondo il Rapporto, la bilancia commerciale nell’agroalimentare è profondamente squilibrata con importazioni dalla Cina che sono state superiori di oltre tre volte alle esportazioni del
Made in Italy nel paese asiatico.
Praticamente triplicano (più 174 per cento) gli sbarchi di concentrato di pomodoro cinese in Europa nel primo trimestre del 2010 rispetto a quello precedente.
“Dobbiamo impedire – aggiunge Salcuni – che parte dei 100 milioni di chili di pomodoro che sono arrivati in Italia dalla Cina nel 2005, sulla base delle norme comunitarie sul ‘traffico di
perfezionamento attivo’, finiscano impropriamente con un ‘trucco’ sulle tavole dei consumatori in Italia e all’estero”. “Gli industriali – dice Salcuni – sono ovviamente liberi di vendere quello
che ritengono opportuno, l’importante è che indichino chiaramente in etichetta quello che offrono ai consumatori”. Dal dossier emerge che i pomodori conservati sono la prima voce delle
importazioni agroalimentari dalla Cina delle quali rappresentano oltre 1/3 in quantità (34 per cento) nel 2009.
Per sottolineare il danno subito dalla Puglia nell’eccesso di importazione Salcuni rileva che “la sola provincia di Foggia è leader nel comparto con 3.500 produttori che coltivano
mediamente una superficie di 26 mila ettari, per una produzione di 22 milioni di quintali e una produzione lorda vendibile di quasi 175.000.000 euro. “Dobbiamo fare in modo – spiega il direttore
della Coldiretti Puglia, Antonio De Concilio – che la legge nazionale sull’indicazione obbligatoria in etichetta dell’origine della passata di pomodoro sia realmente rispettata per garantire al
contempo un giusto reddito ai nostri imprenditori agricoli e sicurezza alimentare ai cittadini consumatori”.
Ansa.it per NEWSFOOD.com





