Pomodori: chi li mangia, puzza
29 Maggio 2014
Licopene e terpeni reagiscono con i batteri della pelle, producendo cattivo odore

I pomodori, luci ed ombre di ortaggi comuni. Sicuramente, sono ricchi di sostanze benefiche, capaci di difendere da numerose malattie.
Tuttavia, sono anche capaci di far emettere un cattivo odore, soprattutto dalle ascelle, anche con consumi limitati e a prescindere dall’igiene personale.
A dirlo, una ricerca britannica diretta dal dottor Charles Stewart e pubblicata su “Medical Hypotheses”.
Come spiega il dottore, tutto nasce da un problema personale. Nel 2007, Stewart ha manifestato diverse settimane di cattivo odore, con imbarazzo suo e fastidio dei colleghi. Inizialmente, il primo sospettato per la situazione fu il gran caldo estivo poi, visto il perdurare anche nei mesi freddi.
In cerca di una risposta, il dottore si concentrò sulla propria alimentazione, iniziando ad eliminare un prodotto alla volta: arrivato ai pomodori, scoprì come la fine dei consumi faceva scomparire il cattivo odore.
In cerca di maggiori risposte, Stewart e compagni iniziarono una serie di test ed esperimenti. Alla fine, gli scienziati conclusero come il cattivo odore fosse in parte determinato dalla genetica (gli occidentali ne erano più affetti, le popolazioni orientali meno) ed in parte dall’olio presente nel gambo di pomodori. Tale sostanza conteneva infatti terpeni: una volta entrati nel corpo umani, questi reagiscono con il licopene (l’antiossidante presente nell’ortaggio) e con batteri presenti sulla pelle, dando come risultato finale il cattivo odore.
Inoltre, il lavoro svolto dai ricercatori britannici ha portato alla luce aspetti negativi e positivi del fenomeno. Purtroppo, il cattivo odore si manifesta con dosi limitate di pomodori (bastano 50-100 grammi) e sono inutili misure di correzione come l’aumento delle dosi di sapone impiegato. Tuttavia, basta eliminare i pomodori dalla dieta ed il problema scompare in breve tempo.
Matteo Clerici
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