Politecnico di Zurigo visita a Milano le costruzioni civili più rappresentative della città

Politecnico di Zurigo visita a Milano le costruzioni civili più rappresentative della città

By Redazione

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Date: Wed, 17 Oct 2012 06:52:47
Subject: Politecnico di Zurigo, visita a Milano – Settimana dell’Architettura milanese – arch. Luigi Caccia Dominioni condominio di via Massena – Assoedilizia ***

A s s o e d i l i z i a
Il condominio firmato da Luigi Caccia Dominioni (via Massena 18) tra le  
costruzioni civili più rappresentative della città

IL POLITECNICO DI ZURIGO VISITA  A MILANO ALCUNI EDIFICI-SIMBOLO  
DELL’ ARCHITETTURA DEL SECONDO DOPOGUERRA

Colombo Clerici: “Riconoscimento dell’alto livello raggiunto dai nostri progettisti, esempio per l’Italia e per altri Paesi”

L’architettura del secondo Dopoguerra di Milano studiata dagli svizzeri.

Una  delegazione – docenti e allievi – del Politecnico di Zurigo-Istituto di Storia e Tecnica dell’Architettura, effettua a Milano dal 21 al 27 ottobre un viaggio di ricerca e di studio dal
titolo “Milano  dopoguerra: architettura, città, territorio”  dedicato all’attenzione che gli architetti dell’epoca hanno dimostrato nei confronti del patrimonio comune della
città e alla loro capacità progettuale.

Tra gli edifici-monumento più rappresentativi sono stati scelti, oltre al  condominio di via Massena 18  e agli edifici di Corso Europa e di piazza Carbonari di Luigi Caccia
Dominioni, la Torre Velasca dello Studio BBPR (Banfi, Belgiojoso, Peressutti, Rogers), le opere di Luigi Moretti (corso Italia), Asnago e Vender (via Albricci, via Lanzone),  Aldo Rossi e
Carlo Aymonino (il Gallaratese), Angelo Mangiarotti (chiesa Mater Misericordiae), Guido Canella (Centro civico Segrate).

Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia, e dell’Istituto Europa Asia, esprime la propria soddisfazione per questo riconoscimento da parte di uno dei più qualificati atenei
d’Europa: “La visita di docenti e allievi del  Politecnico di Zurigo – afferma – è la conferma dell’alto livello  raggiunto all’epoca dall’architettura milanese del dopoguerra,
esempio  
per l’Italia e per altri Paesi”.

Con l’edificio in via Massena  – scrivono Alessandro Sartori e Stefano Suriano – Luigi Caccia Dominioni prosegue la propria ricerca nella definizione dei capisaldi tipologici del condominio
milanese, a cui darà un importante contributo con le sue opere tra gli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento.

Ubicato nei pressi della Fiera Campionaria, non distante dalla cerchia bastionata, l’edificio è collocato in mezzo al verde che occupa l’intero isolato; nel progetto è negata la
 
tradizionale disposizione in affaccio alla cortina stradale, optando per un tipo di edilizia aperta con orientamento est-ovest.

Il taglio degli appartamenti è estremamente vario, oscillando dalle tre ad un’unica unità per ciascun piano.
Nell’atrio d’accesso troviamo ancora una volta i mosaici dello scultore Francesco Somaini, con cui  l’architetto milanese strinse un lungo sodalizio creativo.

Interessante è il trattamento opposto che l’autore riserva alle due facciate principali, espresso in maniera netta nel contrasto evidente sul lato corto dell’edificio, verso via Massena:
da una parte il disegno elegante delle ringhiere e degli scorrevoli che risvoltano  
nell’angolo, dando carattere di grande ariosità, dall’altra una fascia cieca, rivestita in clinker, a fare da contrappunto.
Sul lato est, svuotato da due file verticali di finestrature, il rivestimento in tessere esagonali di clinker lascia spazio ad un effetto geometrico “ad alveare” che ritroviamo in altre opere
precedenti e successive dell’autore (Istituto della Beata Vergine Addolorata e convento di S. Antonio da Padova).

Sul fronte opposto invece il tema è quello dell’apertura continua, affrontato sovrapponendo le eleganti scossaline dei marcapiani ad un sistema di persiane scorrevoli: si  ottiene
così un effetto compositivo di grande movimento.

Da ogni dettaglio traspare quella sapienza artigianale applicata al fare architettonico che è divenuta cifra distintiva dell’attività  dell’architetto e che gli ha consentito
di reinventare nuovi equilibri  di forme, colori e materiali, riscoprendo in modi inconsueti il valore della tradizione.

Foto:
Colombo Clerici con gli Arch. Luigi Caccia Dominioni e Mario Botta

Redazione Newsfood.com

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