Placebo, è giusto che il medico inganni paziente?

Placebo, è giusto che il medico inganni paziente?

 

Roma – E’ giusto che un medico inganni il paziente, ancorchè a fin di bene?

La questione interpella gli eticisti, soprattutto dopo i risultati di una ricerca condotta dall’Istituto statunitense di Sanità (NIH) e pubblicato dal British Medical Journal.

Esso indica che la metà dei medici intervistati prescrive regolarmente e scientemente dei farmaci placebo.

 

Magari non medicine totalmente prive di principio attivo, ma, per esempio, vitamine, sedativi, magnesio, pasticche contro l’emicrania, tutte senza nessun rapporto diretto con la
patologia del paziente.

Altri studi, realizzati in Danimarca, Israele, Gran Bretagna e Svezia, confermano questa tendenza. I medici generici giustificano la strategia sia con l’efficacia dimostrata dal
trattamento placebo, sia con il numero elevato di “malati immaginari”, che vanno dal medico per problemi di depressione o disturbi chiaramente psicosomatici. Difficile dargli torto.
Esperimenti rigorosi hanno mostrato che i placebo hanno un effetto benefico nel 30%-40% dei casi di persone depresse, una quota molto più alta di quanto si ottenga di solito
con gli antidepressivi.

Questi risultati dimostrano che la capacità di autoconvinzione può portare a “guarigioni” del tutto incomprensibili dal punto di vista strettamente medico. Questa
capacità e’ ancora da esplorare ma e’ un aspetto della medicina che dovrebbe essere maggiormente analizzato e, soprattutto, praticato.

Sotto questo punto di vista anche i cosiddetti miracoli possono avere una spiegazione razionale.

Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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