La senatrice Poretti presenta un ddl per la “rimozione” del farmacista nella vendita dei farmaci SOP e OTC

La senatrice Poretti presenta un ddl per la “rimozione” del farmacista nella vendita dei farmaci SOP e OTC

 

Ancora una volta l’On. Poretti (Partito Radicale) chiede, attraverso la presentazione di un disegno di legge, la “rimozione” del farmacista nella vendita dei farmaci
SOP e OTC.

Il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti e la Federazione Esercizi Farmaceutici denunciano l’irresponsabile posizione della senatrice che facendo riferimento alla situazione
americana, ignora completamente la volontà del 65% dei cittadini italiani che in un recente sondaggio si sono dichiarati contrari all’ipotesi di eliminare la presenza del
farmacista nella vendita dei farmaci d’automedicazione.

All’onorevole Poretti val la pena ricordare che dopo l’approvazione del decreto Bersani e la conseguente liberalizzazione dei farmaci d’automedicazione non
c’è stato alcun innalzamento dei casi di patologie dovute ad abuso dei farmaci e questo risultato è dovuto proprio alla presenza e professionalità dei
farmacisti.

All’onorevole Poretti bisogna ricordare che se il suo progetto andasse in porto sarebbero proprio i monopolisti a beneficiarne perché le oltre 2500 parafarmacie aperte sino
ad oggi chiuderebbero immediatamente con oltre 5000 addetti senza lavoro.

Il Movimento nazionale Liberi Farmacisti e la Federazione Esercizi Farmaceutici ricordano alla Grande Distribuzione (super e ipermercati) che se non si ottengono i risultati sperati in
un settore in crescita, non è opportuno cercare di cambiare le regole adattandole alle proprie condizioni, inoltre l’eliminazione della figura del farmacista sarebbe
più un danno che un beneficio e questo perché il cittadino italiano non è abituato al “self service” del farmaco.

Se la Sen.ce Poretti vuole fare qualcosa di costruttivo per ampliare e non “trasfigurare” una delle poche liberalizzazioni riuscite in questo Paese, si adoperi perché
aumentino il numero dei farmaci vendibili senza ricetta medica, in quanto diversi preparati, malgrado richiedano la ricetta, oggi sono venduti senza la prescrizione medica nelle
farmacie.

Questo sì, significherebbe fare l’interesse generale e non quello particolare.

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