Piemonte: Alta Scuola della Terra

By Redazione

La Regione Piemonte e il sistema universitario piemontese daranno vita, a partire dal 2009, a un’Alta Scuola sulla terra e per la terra, un corso estivo biennale di secondo
livello.

Il progetto è stato presentato nell’ambito del Salone del Gusto, dall’assessore regionale all’Università e alla Ricerca, Andrea Bairati, dal rettore
dell’Università degli Studi di Torino, Ezio Pelizzetti, dal rettore dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche, Valter Cantino e dal presidente di
Slow Food, Carlo Petrini.

La volontà è dare agli studenti l’opportunità di studiare con un approccio di sistema, affrontando tematiche la cui innovatività sta nel loro porsi
trasversalmente rispetto a una serie di questioni centrali nell’ambito delle politiche alimentari. Il programma formativo prevede un periodo di studi biennale della durata di
sette settimane, dalla metà di luglio alla fine di agosto, presso la tenuta Fontanafredda.

Ha dichiarato l’assessore all’Università e alla Ricerca della Regione Piemonte, Andrea Bairati: “Oggi abbiamo annunciato il varo di una Scuola di Alti Studi che
partirà nel 2009, rivolta a 25 giovani provenienti da tutto il mondo e centrata sui valori della sostenibilità. La scuola avrà l’obiettivo di formare, con una
forte impronta interdisciplinare – economica, scientifica, politica e giuridica – giovani che costruiscano politiche della sostenibilità per l’agricoltura nel mondo e che
guardino alla terra come valore in cui produrre il proprio reddito e costruire nuova impresa in un rapporto diverso e nuovo fra ricerca scientifica e alimentazione. Nasce in
collaborazione tra le Università piemontesi e Terra Madre, avrà 5 posti sui 25 riservati con borsa di studio ai giovani della rete di Terra Madre nel mondo e si
chiuderà con gli Stati Generali dell’alimentazione sostenibile che sarà l’ultima settimana di studi e che terremo a Pollenzo.”

Proprio in questo cambio di visione si cementa l’elemento innovativo del progetto: è necessario che quanto è finora stato considerato politica agricola sia inteso
sempre più come politica alimentare e ambientale. Una scuola legata al presente, all’attualità, all’avanguardia, ma che si nutra di solide basi culturali
ancorate fortemente alle discipline fondamentali, che ogni anno offra agli studenti il livello più avanzato cui è giunta fino a quel momento la riflessione a livello
internazionale.

Le aree tematiche saranno dunque quella dell’economicità dei modelli di gestione, della memoria, del paesaggio, dell’identità, della sostenibilità,
della finanza, dei mercati, delle conoscenze tradizionali e delle problematiche di proprietà intellettuale ad esse connesse, del diritto e dei diritti, delle nuove tecnologie e
della loro accessibilità.

Alcuni grandi nomi nell’ambito di queste discipline hanno già dato la loro disponibilità: da Vandana Shiva, scienziata e ambientalista, a Miguel Altieri, padre
dell’agroecologia; da Victoria de Grazia, studiosa di storia contemporanea, a José Esquinas Alcazar, già segretario della Commissione FAO per il Trattato
Internazionale sulle Risorse genetiche vegetali, a Marion Nestle, nutrizionista. E ancora Luca Mercalli, climatologo, George Ritzer, sociologo, gli antropologi Luis Alberto Vargas
Richard Wilk, gli economisti Serge Latouche e Stefano Zamagni, David King, chimico.

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