Piccoli standard crescono: la PAS 220 diventa ISO/TS 22002-1

Piccoli standard crescono: la PAS 220 diventa ISO/TS 22002-1

Autore: Nicoletta Ioanna, quality manager di Link Associati

Fra i tanti standard volontari applicabili al settore alimentare per il presidio dei rischi igienici sanitari, forse avrete già sentito parlare anche della PAS 220. Questo standard
emesso dal BSI nel 2008 e promosso dai cosiddetti G4 (Kraft, Danone, Unilever e Nestlé) insieme alla CIAA (Confederation of the Food and Drink Industries of the European Union)
sarà recepito dalla ISO e diventerà quindi una norma internazionalmente riconosciuta.

La nuova ISO/TS 22002-1 ricalcherà nelle aree tematiche e nei contenuti la PAS 220. L’evoluzione della PAS, già “affiancata” all’ ISO 22000 nei sistemi di implementazione dello
standard FSSC 22000 ), è nata probabilmente dalla necessità di creare un completamento “tecnico” alla norma 22000 che non contiene esplicitamente
i prerequisiti specifici da applicare nell’implementazione dei sistemi di autocontrollo igienico.

Tutti gli altri standard volontari promossi dai grandi retails europei (BRC, IFS, SQF ecc.) e riconosciuti dal GSFI ), contengono
già prerequisiti specifici che i produttori devono rispettare per garantire un adeguato grado sicurezza igienica dei prodotti alimentari. Lo stesso non può dirsi per l’ISO 22000
che invece ha un approccio diverso, definendo principalmente i requisiti di un “sistema” di gestione per la sicurezza e l’igiene alimentare e che, per tale motivo probabilmente, non è
“riconosciuta” così come tale dal GSFI.

ISO/TS 22002-1 diventa quindi un’ “appendice” dell’ISO 22000 e risolve questa “mancanza”. Così come gli altri standard volontari promossi dai retailer europei, comprenderà
requisiti rispetto alle seguenti tematiche:

  • Costruzione e disposizione degli edifici

  • Layout di locali, inclusi spazio di lavoro e strutture per il personale

  • Forniture di aria, acqua, energia e altre utility

  • Servizi di supporto, compresi i rifiuti e lo smaltimento delle acque reflue

  • Attrezzature e loro adeguatezza per pulizia, manutenzione ecc.

  • Gestione degli acquisiti

  • Misure per la prevenzione della contaminazione incrociata

  • Pulizia e disinfezione

  • Controllo degli infestanti

  • Igiene del personale

  • Rilavorazioni

  • Procedure di ritiro del prodotto

  • Stoccaggio

  • Informazioni sui prodotti e sensibilizzazione dei consumatori

  • Sicurezza del sito (es. biovigilance, bioterrorismo)

Insomma sembra proprio che non manchi niente per garantire una corretta gestione dell’aspetto igienico degli alimenti, d’altra parte mettendo insieme la mente dei fantastici G4 (come i
supereroi) e quello che sembra il servizio segreto delle produzioni alimentari (CIAA) cosa ci si poteva aspettare ?…come minimo una norma internazionalmente riconosciuta.

Tag: PAS 220, ISO/TS 22002-1, FSCC 22000, ISO 22000, BRC, IFS, standard di sicurezza alimentare.

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