Petrolio: costa 250 milioni il caro gasolio nei campi

E’ di 250 milioni di euro all’anno il maggiore costo per le imprese agricole dovuto al caro gasolio che oggi viene pagato nelle campagne quasi il 30 per cento in più rispetto allo scorso
anno, è quanto emerge da una analisi della Coldiretti sugli effetti del nuovo record fatto segnare dal petrolio sulle attività produttive sensibili.

L’agroalimentare, come la pesca, è – sottolinea la Coldiretti – fortemente condizionato dal caro petrolio che incide fortemente sulle fase produttiva, dove il gasolio ha sostituito quasi
completamente la benzina, per le lavorazioni dei terreni e la trasformazione dei prodotti, ma anche per la conservazione degli alimenti ed il trasporto, con l’86 per cento delle merci in Italia
viaggia ancora purtroppo su strada.

Ma l’aumento del gasolio – precisa la Coldiretti – si ripercuote anche indirettamente sull’attività agricola con una vera l’esplosione dei costi di coltivazione per agrofarmaci e
soprattutto fertilizzanti il cui prezzo è quasi raddoppiato nell’ultimo anno.

L’impatto è rilevante sull’attività di allevamento che insieme al boom dei costi energetici deve fare i conti con l’aumento delle spese per l’alimentazione dei mangimi che –
rileva la Coldiretti – sono aumentati fino al 50 per cento per le mucche da latte.

L’esplosione dei costi di allevamento a fronte della riduzione dei compensi dei prodotti alla stalla è il motivo della proteste degli allevatori della Coldiretti che sono impegnati nello
sciopero del prosciutto e nel presidio degli stabilimenti di trasformazione del latte.

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