Pesca: Il fermo biologico non basta!

Pesca: Il fermo biologico non basta!

Bari – Il punto “non è tanto il fermo biologico in se ma come sostenerlo”. Lo ha detto l’assessore regionale alle risorse agroalimentari, Dario Stefano, a margine dell’incontro
avuto oggi a Valenzano (Bari), nell’Istituto Agronomico Mediterraneo del Ciheam, con le delegazioni che partecipano al ‘Progetto Pescamed’, relativo allo sviluppo della cooperazione nel settore
della pesca nel Mediterraneo. “Il ministero ha chiesto la nostra disponibilità a contribuire attraverso le risorse del Fep ma abbiamo fatto notare che le risorse del Fondo Europeo per la
pesca sarebbe meglio utilizzarle per ristrutturare il comparto, un aspetto su cui siamo d’accordo con le associazioni di categorie ed i rappresentati delle marinerie”.   

“Sulle dimensioni delle maglie nelle reti da pesca – ha spiegato Stefano – c’é una chiusura netta da parte della commissaria Ue ma nel regolamento europeo possiamo intravedere delle
finestre disapliccative per alcune realtà come la Puglia”. “E’ da tre anni – ha detto il direttore dello Iam di Bari, Cosimo Lacirignola – che affrontiamo in maniera prospettica di medio
periodo questi problemi oggi all’ordine del giorno nei tavoli euro-mediterranei. Aspetti che riguardano anche il sociale e la sicurezza”.   

Il progetto ‘Pescamed’ si propone di svolgere, in una prima fase, un’accurata analisi delle attività legate alla pesca marittima, cui farà seguito un’attività di alta
formazione a supporto delle istituzioni dei Paesi mediterranei. Finanziato dal Ministero italiano delle politiche agricole, alimentari e forestali – Direzione generale pesca marittima e
acquacoltura, sarà attuato dall’Iam di Bari e avrà la durata di un anno. Al progetto partecipano, oltre all’Italia, Croazia, Montenegro, Albania, Turchia, Siria, Libano, Egitto,
Libia, Tunisia, Algeria e Marocco.

Ansa.it per NEWSFOOD.com

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