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Per Pasqua nasce la prima colomba alla birra

Per Pasqua nasce la prima colomba alla birra

By Redazione

 

 

PRATA DI
PORDENONE – Andarli a trovare nella loro modernissima azienda in Friuli è uno spettacolo. Per la loro simpatia e per l’amore incondizionato che da anni dedicano al
nettare forse inventato dagli egizi, forse dai babilonesi o dai sumeri. Una passione di vita che ha fatto di Gianni Chiaradia, mastro birraio con importanti esperienze in Belgio,
pluripremiato da Slow Food e dalle maggiori organizzazioni del settore, una personalità di spicco dell’universo birra.

Innamorato pazzo
delle sue spumeggianti weizen e doppiomalto, Chiaradia ha perfino chiamato le sue due figlie con i nomi delle divinità egizie, Iside ed Osiride. Non ha tutti i torti: la sua birra,
autentico “champagne” e nettare degli dei in eleganti bottiglie e affascinanti packaging, è davvero faraonica. E’ sicuramente una delle birre migliori del panorama
mondiale, tant’è che in questi giorni è arrivata la sorpresa. Dalla sua passione trentennale per le living
beer artigianali, la
Zago (così si chiama la ditta) crea la prima colomba alla birra, inserendo nell’impasto HY, una squisita cuvée di malto a metodologia
champenoise.

L’utilizzo
di HY nell’impasto dona a questa colomba un gusto genuino e una sofficità unica. Senza canditi né uvette, è prodotta solo con ingredienti di ottima qualità , tra
cui le migliori mandorle italiane baresi, di prima scelta per eccellenza e calibro, il lievito naturale quotidianamente lavorato a mano, farina, burro fresco, uova, e come aroma la
squisita bacca di vaniglia naturale del Madagascar. Il lievito contenuto in questo dolce è “madre” ed è preparato con fermenti naturali, senza l’uso di
sostanze chimiche. “Una
colomba da proporre a
fette, con sopra un
cucchiaio di gelatina di HY e un calice della medesima birra”, spiega Osiride
Chiaradia, pi-erre dell’azienda pordenonese. Il dolce è disponibile in gastronomie, enoteche, wine bar, ristoranti o al punto vendita della Zago a Prata di
Pordenone.

 

 

I consigli di Mario Chiaradia per una giusta degustazione delle “living beers”, birre ricche di lieviti a rifermentazione naturale in bottiglia.

CONSIGLI PER LA DEGUSTAZIONE DELLA BIRRA IN BOTTIGLIA

– Raffreddare la bottiglia in frigorifero in posizione verticale, o in un secchiello con acqua e ghiaccio, fino al raggiungimento della corretta temperatura di servizio. ( Per la
maggioranza delle ns birre è di 8° C).

– Utilizzare bicchieri a calice perfettamente puliti. Vi consigliamo di non usare il brillantante e di lavare i calici a mano cosicché la schiuma non si appiattisce e le
caratteristiche organolettiche della birra rimangono inalterate.

CONSIGLI PER LA DEGUSTAZIONE DELLA BIRRA ALLA SPINA

– Utilizzare bicchieri originali perfettamente puliti

– Disporre di un rubinetto di erogazione prodotto “senza freno”

– Pulire e sterilizzare le vie di condotta del prodotto almeno ogni quattro settimane

– Tenere la temperatura di servizio 8°C

ZAGO S.r.l.

Via Einaudi, 18

33080 Prata di Pordenone (PN)

Tel. 0434 621583 – fax 0434 610222

email: zago@zago.it

Redazione Newsfood.com

 

 

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