Pensionati: documento del Cupla alle forze politiche

Il Cupla, Coordinamento unitario dei pensionati del lavoro autonomo, al quale fanno capo otto associazioni nazionali dei pensionati (Anap-Confartigianato; Associazione Pensionati Cia; 50 &
Più Fenacom-Confcommercio; Cna Pensionati; Federpensionati Coldiretti; Fipac-Confesercenti; Fnpa Casartigiani; Sindacato Pensionati Confagricoltura) e che rappresenta oltre cinque
milioni di pensionati del mondo del lavoro autonomo, ha predisposto, in vista delle elezioni politiche del 13 e 14 aprile, un documento di proposte per i partiti e per i candidati.

In esso si esprime forte preoccupazione per il peggioramento delle condizioni in cui versano gli anziani, alla luce dei cambiamenti degli scenari economici, politici e sociali di riferimento.

Secondo il Cupla, è necessario che prenda vita una nuova fase di ricostruzione e di moralizzazione complessiva della vita politica, sociale ed economica in Italia, che deve ricollocare i
cittadini, e solo i cittadini, con le loro attività e con le loro esigenze, al centro dell’attenzione e, in quest’ambito, deve avere attenzione agli anziani come un Paese moderno e
razionale deve fare, andando in loro soccorso quando si trovano nella necessità di dover ricevere e promuovendo la loro partecipazione attiva alla società quando sono in
condizione di dare.

Il Cupla ritiene che la restituzione del potere di acquisto alle pensioni, attraverso la considerazione di un paniere speciale per la loro rivalutazione annuale, il recupero della svalutazione
monetaria, l’alleggerimento del carico fiscale diretto e indiretto, debba diventare un intervento primario dell’azione del nuovo Governo.

La seconda primaria questione che il Cupla sottopone alle forze politiche riguarda la necessità di approvare la legge nazionale per la non autosufficienza che rappresenta una vera
emergenza nazionale, perché non è più tollerabile una situazione di assenza quasi totale del sostegno pubblico che costringe le famiglie a trovare soluzioni assistenziali
precarie, dispendiose, umilianti per chi è in condizione di menomazione.

Legata alla questione del redditi dei pensionati, un’altra rivendicazione che il Cupla ripropone è quella della parificazione degli assegni familiari degli ex lavoratori autonomi
all’assegno per il nucleo familiare che viene erogato agli ex lavoratori dipendenti

Riguardo al sistema socio-sanitario il Cupla ritiene improrogabile riavviare una discussione per dare soluzione ad una serie di problematiche che riguardano le politiche sociali, a cominciare
dalla piena attuazione della legge 328/2000 nei suoi contenuti più qualificanti, e cioè nella definizione dei livelli essenziali ed uniformi di assistenza sociale e
nell’integrazione socio-sanitaria. La domiciliarizzazione dell’assistenza deve costituire una scelta obbligata in tutte le Regioni e divenire pratica estesa in un disegno complessivo di
territorializzazione dell’intervento pubblico.

Il sistema sanitario, secondo il Cupla, va confermato nella sua universalità e gratuità: la salute dei cittadini deve essere prioritaria e la partecipazione alla spesa deve essere
tale da tutelare i più deboli. L’accesso al servizio pubblico deve essere garantito qualificando i servizi e rimuovendo tutti gli ostacoli, come le liste di attesa, che penalizzano
specialmente i cittadini meno abbienti e coloro che hanno più bisogno di assistenza, quali gli anziani .

Il Cupla intende porre all’attenzione delle forze politiche anche la necessità di dare maggiori certezze e sicurezze agli anziani, cominciando da misure più incisive per ridurre
il fenomeno della criminalità e della microcriminalità e dando risposte ai gravi problemi abitativi per coloro che sono in affitto, ma anche non penalizzando coloro che sono
proprietari della casa di abitazione.

Il Cupla ritiene che occorra una politica specifica per i piccoli centri, per i piccoli comuni, in grado di offrire condizioni di pari opportunità a quanti possono dare un positivo
contributo allo sviluppo e di ricostruire una capacità d’attrazione di queste aree.

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