Pechino: “Necessari passi concreti per ricucire i rapporti con gli Usa”

“Gli Usa hanno seriamente minato le relazioni tra i due Paesi e ora devono prendere passi concreti per ricucirle” lo ha detto il portavoce del ministero degli esteri cinese, Liu Jianchao,
commentando aspramente il conferimento, da parte degli Stati uniti, di un’alta onorificenza al leader tibetano e Nobel per la pace Dalai Lama.

Nei giorni scorsi Pechino aveva minacciato “gravi ripercussioni” se il presidente Bush avesse assegnato la medaglia d’oro del Congresso al Dalai Lama e, il giorno dopo la cerimonia di
assegnazione, il ministro degli esteri torna a ripetere che gli Usa “devono smettere di sostenere le forze indipendentiste e di interferire negli affari interni della Cina”.
Come ulteriore segno di disapprovazione, l’ambasciatore americano a Pechino è stato convocato dal ministero, che ha espresso le “vive proteste” del Governo.
Il Dalai Lama, infatti, vive in esilio dal 1959 e la Cina lo accusa tuttora di inneggiare alla secessione del Tibet (occupato dall’esercito cinese dal 1950) anche se, durante l’assegnazione
dell’onorificenza, il premio Nobel per la pace è tornato a ripetere che non è un sostenitore dell’indipendenza del suo Paese, ma che richiede per esso una “genuina
autonomia”.
Il portavoce cinese, al contrario, ha proseguito la campagna avviata contro il Dalai lama nelle scorse settimane, definendolo come “l’ispiratore” delle “forze secessioniste” e come sobillatore
dei tibetani che vivono all’estero: “Il popolo cinese sa meglio di chiunque altro che tipo di persona sia il Dalai Lama” ha ribadito Liu Jianchao, accusandolo, tra l’altro, di essere il
mandante di almeno quattro omicidi contro i suoi oppositori.

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