Pasta: Metà del grano duro usato non è italiano

Pasta: Metà del grano duro usato non è italiano

Le importazioni di grano duro da Paesi terzi sono “complementari e non alternative alla produzione nazionale di frumento duro”. Così Italmopa – Associazione Industriali Mugnai d’Italia –
replica, esprimendo “sconcerto”, alle dichiarazioni di Coldiretti contro le importazioni di frumento duro provenienti da Paesi terzi.   

Italmopa ricorda che l’Industria molitoria italiana trasforma annualmente circa 5.200.000 tonnellate di frumento duro per la produzione di semole di frumento duro destinate in primis
all’Industria pastaria. L’approvvigionamento in materia prima frumento duro non può tuttavia essere coperto dalla produzione nazionale – che ha fluttuato, nel corso degli ultimi 3 anni,
tra 3.000.000 e 4.000.000 di tonnellate (peraltro parzialmente destinata anche alla produzione di sementi e quindi non utilizzabile dall’Industria) e che risulta, pertanto, largamente deficitaria
rispetto alle esigenze quantitative della trasformazione.   

Nella Regione Puglia in particolare, il quantitativo di frumento trasformato dall’Industria è stimato in oltre 1.500.000 di tonnellate rispetto ad una produzione regionale di frumento duro
che si è mediamente situata nel corso degli ultimi tre anni, secondo i dati Istat, in circa 835.000 tonnellate. Italmopa respinge quindi “l’inaccettabile tentativo di ricondurre le
innegabili difficoltà in cui si dibatte la frumenticoltura regionale o nazionale alle importazioni provenienti da Paesi terzi”.

Ansa.it per NEWSFOOD.com

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