Pasta e co: per i carboidrati, decide l’indice glicemico

Pasta e co: per i carboidrati, decide l’indice glicemico

Pasta, pane e compagnia: quando si parla di carboidrati dedice l’indice glicemico, IG. E’ tale valore che aiuta a capire il rischio di sviluppare problemi come diabete e sovrappeso.

Questo l’argomento trattato dal Consorzio per la qualità dei carboidrati durante un incontro organizzato da Oldways e Nutrition Foundation of Italy (Nfi).

Tra i presenti, il dottor David Jenkins: tra i creatori del concetto di indice glicemico, il medico ha sottolineato come l’indice dovrebbe essere inserito in linee-guida nutrizionale, tabelle
di composizioni e confezioni dei cibi (anche se in forma “semplificata”).

Invece, la dottoressa Jennie Brand-Miller, del Boden Institute of Obesity, Nutrition, Exercise and Eating Disorders, prova a dare qualche consiglio pratico.

Regola generale, “Mangiate i carboidrati ‘slow’ che vengono assorbiti lentamente, piuttosto che ridurre la quota di carboidrati nell’alimentazione. In questo modo vi sentirete più sazi a
lungo e la risposta glicemica sarà meno pronunciata”. Detto questo, vanno esaminate diverse caratteristiche, tra cui il livello di cottura. Ad esempio, le patate hanno un IG di 117 se
vengono cotte al microonde, ma di 93 se cotte al vapore e di 77 se bollite.

Matteo Clerici

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