Passaggio al Digitale Terrestre
13 Maggio 2009
«Più che nell’interesse della popolazione, la Giunta di centrosinistra al governo della Regione sta lavorando per i propri interessi. La dimostrazione è nella votazione
degli ordini del giorno sulla transizione al digitale terrestre sottoposti all’attenzione del Consiglio nella seduta odierna: soltanto il mio è stato bocciato, mentre sono stati
approvati quelli di Rifondazione e della sinistra».
Questo lo sfogo del Consigliere regionale Pietro Francesco Toselli, Fi-Pdl, al termine dell’assemblea in cui ampio spazio è stato dedicato alle comunicazioni della Giunta sull’arrivo in
alcune zone del Piemonte della televisione digitale, previsto nella notte tra il 19 e il 20 maggio, quando nelle province di Torino e Cuneo e in 74 Comuni della provincia di Asti, Raidue e
Retequattro si spegneranno in analogico e saranno visibili solo in digitale terrestre.
«Avevo proposto la formulazione di ordine del giorno bipartisan, che tenesse in considerazione sia le istanze del centrosinistra, sia quelle del centrodestra, per aiutare la popolazione
ad orientarsi nel periodo di transizione dalla Tv analogica a quella digitale – spiega l’esponente azzurro – ma non sono stato ascoltato».”
«Già nel dicembre scorso avevo presentato un’interrogazione sollevando il problema delle emittenti private, costrette a sostenere forti investimenti per adeguarsi a questo
passaggio, e degli anziani, che possono imbattersi in difficoltà rappresentate, ad esempio, da vecchi televisori non dotati della presa scart necessaria per il collegamento ad un
decoder. Ma non ho ancora avuto risposta, e gli ordini del giorno approvati oggi non tengono in alcun conto questi problemi», prosegue Toselli.
«E tanto per cambiare – dice ancora Consigliere – la Regione chiede aiuto al Governo per affrontare cose a cui dovrebbe pensare in prima persona, e per tempo». «Sono pronto a
tappezzare il territorio di manifesti – conclude Toselli – affinché le colpe dei disservizi che potranno verificarsi non ricadano sull’opposizione di centrodestra in Consiglio regionale,
ma su chi ha davvero li ha provocati: ovvero il centrosinistra».




