Parma: “Progetto Marocco”: una vetrina internazionale per le imprese agroalimentari del territorio di Parma

Parma: “Progetto Marocco”: una vetrina internazionale per le imprese agroalimentari del territorio di Parma

Il progetto è nato due anni fa grazie alla stretta collaborazione tra Provincia di Parma, Università e Parco Scientifico e Tecnologico Parma Tecninnova S.r.l, con l’ente
pubblico marocchino la Wilaya di Rabat. L’obiettivo

è stato quello di realizzare un Centro polivalente per la promozione della produzione agricola marocchina (Agropolo) che dovrebbe diventare il punto di riferimento per tutta
l’Africa francofona e un momento di grande sviluppo per il sistema Parma. Sono già in fase di attuazione azioni rivolte al sostegno e supporto del “Progetto
Marocco” attraverso il coinvolgimento delle istituzioni del territorio, la ricerca di finanziamenti e vantaggiosi investimenti rivolti alle imprese che presenteranno una
manifestazione di interesse.

Mercoledì 15 ottobre nella sede della Provincia di Parma è stato presentato ufficialmente lo studio di fattibilità dell’Agropolo che sorgerà a Rabat.
«Una grande opportunità di sviluppo per le imprese del nostro territorio che avranno la possibilità di investire in un Paese che è un faro per tutto il
continente africano» ha dichiarato il vice presidente della Provincia Pier Luigi Ferrari. «Il “Progetto Marocco” è un esempio di università moderna
capace di aprirsi alla società creando una interessante capacità concorrenziale tecnologica e in grado di dare strumenti che rendano produttivo il nostro territorio – ha
evidenziato il rettore Gino Ferretti sottolineando l’importanza del Parco Scientifico Parma Tecninnova – che da alcuni anni relaziona in modo oltre che positivo la domanda di
innovazione delle imprese rispondendo con il sistema universitario». Azione indispensabile per aprire nuove porte alla ricerca intervenendo efficacemente nello sviluppo delle
imprese.

Barbara Panciroli, Gino Ferretti, Pier Luigi Ferrari, Simona Morini

L’Agropolo sorgerà all’interno di un’area di circa 250 ettari, a 10 km da Rabat, e il progetto prevede la costruzione di:

* strutture per la ricerca e sviluppo nel settore vegetale, ed agroalimentare in genere, con laboratori per l’analisi e la ricerca e l’utilizzo di nuove tecnologie;

* centro di formazione sui temi dell’agroalimentare (sviluppo tecnologico, sicurezza e qualità, certificazioni internazionali, proprietà intellettuale e brevetti..);

* esposizione di prodotti agricoli marocchini e internazionali in regime di libero scambio all’interno di una free zone area (Fiera permanente) con possibilità di acquisto
degli stessi da parte degli operatori internazionali e nazionali;

* spazi per ospitare strutture di rappresentanza marocchine quali la futura Authority sulla sicurezza e qualità delle produzioni alimentari e la Nuova Agenzia delle Produzioni
Vegetali; o estere (es. italiane), uffici per organizzare incontri tra imprenditori e per l’organizzazione di convegni e seminari;

* centro alberghiero, con camere e ristorante.

La Provincia di Parma, come ha spiegato Simona Morini, darà il via ad una serie di azioni volte al supporto di questo progetto con il coinvolgimento delle competenze locali del
nostro territorio e la ricerca di finanziamenti pubblici per favorirne l’adesione da parte delle imprese in modo che il sistema Parma possa trovare un importante momento di sviluppo.

Attualmente sono già presenti due opportunità di imminente fruibilità:

* il bando regionale per azioni di internazionalizzazione (in uscita a novembre) dello SPRINT-ER che prevede finanziamenti fino al 50 per cento per azioni di sviluppo all’estero;

* l’attuale progetto del Ministero Affari Esteri di concessione di finanziamenti a tassi agevolati alle PMI nordafricane che acquistino tecnologie o servizi alle imprese italiane.

Diverse inoltre le opportunità per le imprese nel nuovo Agropolo di Rabat, ha illustrato Barbara Panciroli dell’Università di Parma, che diventerà il principale
punto di formazione, innovazione e trasferimento tecnologico del Marocco nei settori agricolo e e agro – industriale. Le imprese avranno la possibilità di creare una
“vetrina” internazionale di prodotti agricoli, tecnologici e prodotti trasformati con esenzione completa dai dazi doganali sulle importazioni ed esportazioni. Inoltre
è previsto l’esonero per 15 anni dell’impot de patentes e della taxe urbaine; l’esonero per i primi 5 anni dall’imposta sulle società capitali e di persona, esonero
dall’Iva e dalla tassa sulla distribuzione dei dividendi e dei redditi assimilati per non residenti e infine esonero dai diritti di registrazione per la costituzione di nuove
società, acquisto di terreni e aumenti di capitale.

 

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