Il mistero delle zone protette

Bologna – Arrivano a Coldiretti Bologna strane segnalazioni, di questi tempi, diversi agricoltori parlano di misteriosi avvistamenti, ai confini delle loro proprietà, di
loschi figuri armati di mappali, cartine, matite, squadre e strumenti di rilevazione del suolo.

Talvolta si tratta di individui più o meno noti a chi si occupa di gestione del territorio, altre volte sono perfetti sconosciuti, che si aggirano nei dintorni misurando, studiando e
tracciando linee immaginarie.

C’è un altro elemento che getta una luce inquietante sulla faccenda: il 30 novembre scorso sono scaduti i termini entro i quali la Provincia avrebbe dovuto provvedere a ridefinire
perimetri e delimitazioni delle zone appartenenti alla Rete Natura 2000, il sistema coordinato di aree destinate alla conservazione della diversità biologica voluto dall’Unione
Europea.
Si tratta di oltre 40.000 ettari, pari all’11% dell’intera superficie provinciale, suddivisi in 28 territori tra SIC – Siti di Importanza Comunitaria – e ZPS – Zone di Protezione Speciale.

Accostando i due fattori, sorge spontanea la domanda: qualcuno si sta forse muovendo in gran segreto per cercare di modificare i confini delle aree protette?
«Se è così» afferma Roberto Maddè, Direttore di Coldiretti Bologna «non ne siamo stati informati. Ci sembra impossibile che nessuna notizia sia giunta
agli agricoltori, cui appartiene gran parte del territorio destinato a conservazione della biodiversità, di una simile problematica. D’altro canto non possiamo ignorare le strane
segnalazioni di fermento intorno ai confini, che chiamiamo scherzosamente «avvistamenti fantasma», che ci arrivano da diversi agricoltori che hanno i terreni in prossimità o
inclusi (parzialmente o totalmente) in aree protette. Speriamo che ci arrivino rassicurazioni dalle Istituzioni competenti, che ci permettano di tranquillizzare i nostri associati: il
patrimonio ambientale, faunistico e paesaggistico del territorio provinciale appartiene a tutti i bolognesi, e come tale va gestito. I confini delle zone a protezione speciale vengono decisi in
base a criteri stabiliti a livello regionale per tutelare al meglio la biodiversità naturale, e non possono certo essere modificati in base agli interessi di privati o di lobbies. Siamo
certi che la Provincia provvederà al più presto in tal senso.»

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