Pantelleria, Passitaly 2014: rilancio della viticoltura eroica delle isole del Mediterraneo

Pantelleria, Passitaly 2014: rilancio della viticoltura eroica delle isole del Mediterraneo
Pantelleria: vite ad alberello

Pantelleria: vite ad alberello

A Passitaly 2014: rilancio della viticoltura eroica delle isole del Mediterraneo

Di Mascia Maluta

Nella prima giornata di Passitaly 2014 è stato protagonista il workshop “Tavolo tecnico dedicato alla Viticoltura delle piccole isole e presentazione del progetto Unesco” al quale hanno partecipato Salvatore Gino Gabriele (Sindaco di Pantelleria), Pier Luigi Petrillo (Consigliere Giuridico Ministero Politiche Agricole), Ezechia Reale (Assessore Regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea), Nelli Sciloabra (Assessore Regionale Istruzione e Formazione) e Graziella Pavia (Assessore Agricoltura del Comune di Pantelleria). L’ argomento principale della tavola rotonda sono state le azioni di rilancio della viticoltura eroica delle isole del Mediterraneo e l’importanza strategica di Pantelleria, oltre alla presentazione della candidatura UNESCO dell’Alberello Pantesco, il tradizionale sistema di allevamento della vite di Zibibbo, che probabilmente entrerà a far parte del patrimonio Culturale e Immateriale dell’UNESCO come simbolo di rilancio del valore culturale e turistico dell’isola.

Salvatore Gino Gabriele ha introdotto così i lavori: “ L’obiettivo dell’incontro di oggi è quello di tracciare una linea di sviluppo dell’agricoltura eroica dell’isola di Pantelleria e la valutazione dell’ avanzamento dei contenuti delle attività che verranno poste in essere nei prossimi mesi. Presenteremo inoltre la situazione attuale della candidatura al riconoscimento della Vite ad Alberello Pantesco come Patrimonio Culturale dell’UNESCO. E’ fondamentale analizzare lo spartiacque di contenuti di come si possa fare viticoltura eroica in un territorio così difficile come l’isola di Pantelleria, in cui l’attività diventa un prodotto di qualità nato dalla fatica e dai sacrifici degli uomini che si impegnano in questo progetto. In questi luoghi l’agricoltura può ripartire solo se c’è una generazione che investe in questa attività. I fatti positivi accaduti qui negli ultimi anni oggi necessitano di sinergie unitarie, un’azione di sistema legata alle produzioni tipiche. Mi riferisco anche ai produttori dell’isola, che io differenzio in interni ed esterni, che oggi rappresentano  un’unica risorsa per il territorio della nostra isola. E’ giusto guardare anche ad altri esempi che arrivano da altre regioni Italiane, con l’obiettivo di migliorare e far sì che questo territorio diventi fonte di reddito essenziale. Ci sono delle difficoltà evidenti per effettuare un percorso unitario, ma credo che quest’iniziativa sia fondamentale ed è importante che tutti facciano uno sforzo al fine di fare sistema insieme, consci delle criticità che abbiamo avuto negli anni passati. Il nostro territorio si deve riorganizzare in un sistema produttivo capace di rivedere i processi, in un contesto in cui è fondamentale riconoscersi in una forma democratica come quella della partecipazione, con l’adesione ai consorzi che regolano in modo innovativo le attività fra i produttori e i commercializzatori. Fondamentale è un confronto fra le micro realtà locali e i produttori che fanno il Passito Naturale rivendicando una nuova organizzazione in cui questo prodotto abbia una sua centralità, valutando se eventualmente sarà necessaria una modifica all’attuale disciplinare di produzione per evitare che gli sforzi fatti fino ad oggi non abbiano uno sviluppo concreto.”

Pier Luigi Petrillo ha proseguito “La realtà agricola dell’isola di Pantelleria non è presente in nessun altro territorio italiano ed è intrinseca nella cultura e nell’identità di quest’isola. Gli sforzi e la caparbietà del sacrificio dei coltivatori che lottando contro le intemperie col lavoro delle proprie mani riescono ad ottenere un prodotto unico e di altissima qualità è la ragione che mi ha portato ad appoggiare la candidatura dell’Alberello Pantesco a patrimonio dell’UNESCO presentata nel 2011. Ad oggi 190 paesi devono convenire che la coltivazione ad alberello della vite di uva Zibibbo di Pantelleria è un aspetto del patrimonio culturale dell’umanità. E’ la prima volta che una pratica agricola concorre al riconoscimento come patrimonio culturale e finalmente lo scorso anno l’Unesco ha dato il via libera a questa candidatura di Pantelleria, unica italiana per il ciclo 2013-2014. Ad oggi aspettiamo la convalida del prossimo novembre  di cinque stati che devono pronunciarsi definitivamente e valutare i requisiti della candidatura di Pantelleria, alla quale seguirà il giudizio degli altri stati membri. Ritengo che questo riconoscimento sia fondamentale ala fine di attrarre l’attenzione di tutto il mondo su un territorio e sulla sua coltivazione agricola, un valore culturale che tutte le istituzioni, a partire dal Comune di Pantelleria, dalla Regione Sicilia, dallo Stato Italiano e dalla Comunità Europea dovrebbero tutelare intervenendo con un piano di salvaguardia per evitare il rischio che il patrimonio culturale e agroalimentare di questo territorio venga impropriamente sfruttato da qualche eventuale realtà estera.” Ezechia Paolo Reale ha concluso il dibattito: “ Ritengo che fare viticoltura eroica oggi sia un elemento che all’interno delle pratiche agricole viene identificato come attività coraggiosa e degna di notevoli sacrifici, con un significato diverso dalle difficoltà puramente tecniche. Gli sforzi notevoli con la tenacia e la capacità di ottenere un prodotto speciale di grande qualità, capace di affermarsi in tutto il mondo, sono attività da proteggere e difendere. Ecco perché l’Assessorato Regionale all’Agricoltura della Regione Sicilia sostiene i percorsi intrapresi dal Comune di Pantelleria per cercare di superare una crisi culturale e agricola legata alla particolarità del territorio per riuscire a salvaguardare e a mantenere la capacità di produrre un prodotto come l’Uva Zibibbo. L’obiettivo inoltre è quello di difendere il paesaggio ed evitare il rischio idrogeologico al fine di ottenere uno sviluppo turistico dell’isola per guardare al futuro con grande serenità”.

 

Mascia Maluta
Inviata Speciale a Pantelleria
Newsfood.com

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