PA, Guerrini: il Governo può combattere la crisi abbattendo la burcrazia

PA, Guerrini: il Governo può combattere la crisi abbattendo la burcrazia

By Redazione

 

“Semplificare l’attività della P.A. e tagliare gli oneri burocratici: è una potente leva che il Governo può muovere per aiutare imprese e cittadini ad
affrontare la crisi ed evitare che gli imprenditori debbano sprecare ogni anno 15 miliardi, pari ad 1 punto di Pil, per gestire i complessi rapporti con la Pubblica
Amministrazione”.

Lo ha detto il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini, intervenendo oggi ad un’Audizione sulla semplificazione normativa ed amministrativa presso la Commissione
Parlamentare per la semplificazione della legislazione.

Il Presidente Guerrini ha riconosciuto ed apprezzato l’impegno del Governo sul fronte della semplificazione. “Ma – ha aggiunto – bisogna fare di più. Ci sono troppe
leggi, ben 21.691, troppi adempimenti, troppi uffici pubblici. Il peso maggiore della burocrazia, pari a 11,3 miliardi l’anno, viene sopportato dalle microimprese fino a 9
addetti. Un sistema a ‘burocrazia zero’ consentirebbe alle micro imprese di incrementare la produttività del 5,8% e di recuperare il 53,7% del gap di
produttività che oggi scontano rispetto alla media di Francia, Germania, Spagna”.

“La Commissione europea – ha fatto rilevare il Presidente Guerrini – ha presentato a novembre 2006 una proposta per ridurre del 25% gli oneri amministrativi per le imprese
entro il 2012, con potenziale aumento dell’1,5% del PIL dell’Unione Europea. Per l’Italia questo obiettivo si tradurrebbe, a prezzi costanti 2006, in un calo del costo per
oneri amministrativi ad un ritmo del 4,6% all’anno, con minori costi per 3,7 miliardi in 6 anni”.

Il Presidente di Confartigianato ha sottolineato che “tra il 1998 e il 2007, i maggiori Paesi europei hanno adottato provvedimenti per ridurre il peso della burocrazia, peso
sintetizzato dall’incidenza sul PIL delle retribuzioni pubbliche. Nell’UE a 15, tra il 1998 e il 2007, la spesa per il pubblico impiego sul PIL è scesa dello 0,5%. L’Italia
mostra, invece, un dato di controtendenza: tra il 1998 e il 2007 l’incidenza sul PIL della spesa pubblica per retribuzioni è cresciuta dello 0,2%, mentre in Francia è
scesa dello 0,5%, in Spagna dello 0,6% e in Germania addirittura dell’1,4%.

Guerrini ha poi ricordato i risultati di un sondaggio ISPO/Confartigianato su un campione di 1.200 persone tra artigiani, piccoli imprenditori e cittadini. Dalla rilevazione emergono
esigenze identiche di cittadini e imprenditori per quanto riguarda le azioni considerate più utili alla semplificazione burocratica: il 45% degli intervistati ritiene necessario
ridurre il numero degli uffici pubblici cui bisogna rivolgersi per adempiere ad obblighi amministrativi. Altrettanto importante la necessità di semplificare le norme (indicata
dal 45% degli imprenditori) e gli adempimenti burocratici (41%). Nella classifica degli enti pubblici dove, a giudizio degli imprenditori e dei cittadini, è richiesto il maggior
numero di pratiche inutili e quindi dove il peso della burocrazia è maggiore, vengono indicati, gli sportelli dei Comuni.

Tra le ‘ricette’ per superare queste difficoltà, piace al 79% degli imprenditori la proposta dell’intervento di soggetti privati, come le associazioni di
categoria, nella gestione di ‘pezzi’ della Pubblica Amministrazione. Una proposta che riscuote anche il gradimento del 60% dei cittadini. Un’altra ipotesi per
semplificare la vita delle imprese, vale a dire quella di eliminare i controlli preventivi per le imprese, sostituendoli con rigorosi controlli ex post, incontra il favore del 52% degli
imprenditori.

Sulla base di queste risposte al sondaggio, il Presidente Guerrini ha indicato 6 principi-chiave per semplificare i rapporti con la P.A.: 1. Creare un punto unico di contatto, pubblico
o privato, cui l’imprenditore può rivolgersi per gestire tutti gli adempimenti connessi all’attività d’impresa; 2. Eliminare i controlli ex ante
sull’attività d’impresa, in modo che, a seguito di una apposita dichiarazione, si possa avviare immediatamente l’attività; 3. Rafforzare i controlli
ex-post sull’attività di impresa, cioè quelli successivi alla fase di autorizzazione, per verificare l’effettiva conformità dell’impresa alle
norme sostanziali a tutela degli interessi pubblici, cui è preposta la Pubblica amministrazione (ad es. sicurezza, ambiente, sanità, etc.); 4. Creare un supporto tecnico
di enti privati accreditati per certificare la conformità delle imprese alle norme vigenti; 5. Creare omogeneità di trattamento in tutto il Paese, con livelli minimi di
semplificazione da intendersi come standard di efficienza della PA, cui tutte le amministrazioni siano tenute a conformarsi; 6. Tutelare l’impresa rispetto ai ritardi della P.A
nell’autorizzare l’avvio dell’impresa tramite un indennizzo automatico per il mancato rispetto dei termini del procedimento.

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