Il nuovo sito Rai dice no al canone per i pc. Ma solo per le imprese
15 Dicembre 2008
Il canone di abbonamento Rai, o meglio l’imposta sulla detenzione di ‘uno o piu’ apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle radioaudizioni’, fu introdotto settant’anni fa dal
Governo Mussolini attraverso il Regio decreto legge 246/1938. La domanda, nel XXI secolo, e’: si paga anche per un pc, un telefonino o un videocitofono?
Da anni cerchiamo di saperlo, ma ne’ la Rai, ne’ l’Agenzia delle entrate, ne’ il ministero dello Sviluppo economico sanno darci una risposta. Nel frattempo, la Rai ha pensato bene di
cominciare ad esigere la tassa anche per il pc, ma solo dalle famiglie. Alle imprese invece applica una interpretazione piu’ riduttiva della medesima legge, visto che a fronte di oltre
4 milioni di imprese dotate di pc riscuote solo 130mila canoni speciali.
Ebbene, questa discriminazione contro le famiglie e a favore delle imprese (evidentemente meglio organizzate a livello lobbistico e sicuramente maggiore fonte di introiti pubblicitari),
e’ ora chiara sul nuovo sito della Rai dedicato all’odiosa tassa (www.abbonamenti.rai.it). Alla domanda “chi deve pagare il canone”, la Rai offre risposte diverse alle famiglie e alle
imprese, nonostante la legge di riferimento sia esattamente la stessa:
Canone ordinario – Chi deve pagare il canone
Il canone dev’essere corrisposto da chiunque detenga uno o piu’ apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radiotelevisive.
Canone speciale – Cos’è e chi deve pagare
Devono pagare il canone di abbonamento speciale coloro che detengono uno o più apparecchi radiofonici o televisivi.
Insomma, l’interpretazione offerta alle imprese esclude chiaramente il pc. Ma visto che la legge e’ uguale per tutti, fino a quando non arriveranno i dovuti chiarimenti dal ministero,
invitiamo tutti i cittadini che non detengono televisori a non pagare il canone, rifacendosi anche all’interpretazione che la stessa Rai offre sul proprio sito. Se la Rai vi chiedesse
il canone anche per un pc, ricordatele che “devono pagare il canone di abbonamento coloro che detengono uno o più apparecchi televisivi”.
Pietro Yates Moretti, vicepresidente Aduc





