Omeopatia contro allergie ai pollini anticipati di primavera

Omeopatia contro allergie ai pollini anticipati di primavera

L’anticipazione dei pollini: una “sorpresa” che ha colto molti allergici alla sprovvista. Ce ne parla la dottoressa Del Buono.

Milano, marzo 2016– Di solito non si osservavano prima di fine febbraio: quest’anno, però, soprattutto al centro-nord, i pollini di cipressi, tassi e noccioli sono comparsi già a metà gennaio, con inevitabili implicazioni sugli individui allergici e, anche se non sono stati ancora condotti studi approfonditi, si può facilmente intuire che la ragione di questo fenomeno sia da ricondurre ai cambiamenti climatici.
Anche lo smog gioca naturalmente un ruolo importante nel mantenere e soprattutto potenziare uno stato infiammatorio.
Il risultato di questa situazione è una stagione allergica più precoce nel suo inizio e posticipata nel suo termine e perciò di maggiore durata, con ripercussioni sulla sintomatologia e sulla qualità di vita.
Per saperne di più, abbiamo rivolto alcune domande alla dottoressa Zora Giovanna Del Buono, pediatra e neonatologa omeopata a Bari.

Zora Giovanna Del Buono, pediatra e neonatologa omeopata a Bari

Zora Giovanna Del Buono, pediatra e neonatologa omeopata a Bari

D. Buongiorno dottoressa, cosa ne pensa della situazione attuale per quanto riguarda le allergie, soprattutto nei bambini? Si tratta di una situazione da considerare “normale”?
R. “Per quanto riguarda i bambini la situazione che abbiamo sotto gli occhi è del tutto insolita e particolare: compresenza di influenza, riniti ed altre forme allergiche. Più in dettaglio possiamo dire che le pollinosi si stanno sempre più sovrapponendo alle allergie perenni (dovute, per esempio, a polvere di casa e pelo di animali) e al tempo stesso le infezioni virali tendono a scatenare episodi di bronchite asmatiforme”.
D. Cosa si dovrebbe fare per affrontare i disturbi con la terapia più corretta?
R. “Per impostare una corretta terapia è necessario considerare la costituzione (caratteri psicofisici di un soggetto sano e in equilibrio) di ogni singolo individuo: ad esempio, i più colpiti dalla patologia allergica sono i bambini di costituzione sulfurica, più reattiva, e quelli di costituzione carbonica, caratterizzata da tendenza alla formazione di edema e all’accumulo di secrezioni mucose, che possono diventare terreno di coltura per i batteri e pertanto fonte di complicanze”.

D. Ci potrebbe spiegare, più nel dettaglio, come sarebbe opportuno procedere?
R. “Bisognerebbe usare rimedi di terreno: nel bambino sulfurico, per esempio, sono indicati Arsenicum album se è ansioso e reattivo, Graphytes se presenta anche sintomi cutanei (dermatite atopica) e Sulfur che è un rimedio costituzionale classico, Psorinum se c’è una forte diatesi infiammatoria. Nel soggetto carbonico, tipicamente freddoloso, linfatico e spesso sovrappeso, nel quale sono frequenti episodi di otite, il rimedio più classico è Calcarea Carbonica e in base al tipo e decorso Graphytes, Lycopodium e Baryta Carbonica. Per ridurre l’iperreattività invece è possibile ricorrere a un medicinale omeopatico complesso, già sperimentato presso l’Ospedale Niguarda di Milano, contenente rimedi impiegati principalmente nel controllo della sintomatologia allergica: Blatta orientalis, un rimedio di origine animale che richiama l’allergia ai dermatofagoidi, e Pulmine histamine, una preparazione di istamina diluita omeopatizzata, che produce un effetto sintomatico e immunomodulante, unite a Pollantinum, miscela antigenica di pollini.
Questo medicinale, disponibile in farmacia in confezioni da 4 tubi dose, va somministrato 1 volta la settimana per tutto il periodo dei sintomi a cominciare da almeno 3-4 settimane prima che si raggiunga l’acme, sia in autunno (ottobre-novembre) sia in primavera (da fine gennaio ad aprile-maggio)”.

D. Ha qualche altro accorgimento da suggerirci?
R. “Certamente. Nel trattamento del bambino allergico è efficace anche associare oligoelementi, quali manganese (per l’iperreattività) e rame (per il catarro), alla posologia di 1 dose 3 volte/settimana e intervenire con medicinali isopatici, che consentono di intervenire sul microbiota per riequilibrare la risposta immunitaria attraverso il biofeedback negativo sulla produzione delle IgE. L’estratto della muffa Penicillium roquefortii è il rimedio di scelta da somministrare a cicli 40 giorni intervallati da 3 settimane di latenza, associando nella seconda metà del ciclo l’integratore alimentare a base di probiotici Ergyphilus Plus, composto da Lactobacillus rhamnosus GG, L. casei, L acidophilus e Bifidobacterium bifidus. Da non dimenticare, infine, le vitamine D e C, fondamentali per la piena efficienza del sistema immunitario.”

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IMO (Istituto di Medicina Omeopatica) nasce nel 1947 su iniziativa di un gruppo di medici omeopati italiani. L’obiettivo era quello di favorire la divulgazione e lo sviluppo di una pratica medica alternativa, sull’esempio dei successi registrati dall’omeopatia in Paesi stranieri, come Francia, Germania e Inghilterra, con una tradizione omeopatica più antica e sviluppata, mettendo a disposizione della classe medica i rimedi da tempo usati con successo in tali Paesi esteri. IMO, che compie 68 anni quest’anno, può a buon titolo attribuirsi il merito di aver favorito la diffusione dell’omeopatia nel nostro Paese, attraverso una lunga storia di attività e impegno costanti. Per molti anni IMO ha rappresentato l’unica realtà in Italia in grado di fornire a medici e farmacisti una soluzione terapeutica, e non solo, alle molteplici necessità della medicina omeopatica. Attualmente continua a ricoprire la parte di primo attore protagonista sulla scena del mercato omeopatico italiano. Dal punto di vista scientifico, l’esperienza maturata in tanti anni di attività alla ricerca di prodotti affidabili e all’avanguardia ha consentito alla IMO di acquisire un notevole know-how nello sviluppo delle tecniche di produzione e di controllo qualità, divenendo un punto di riferimento insostituibile per medici, farmacisti e pazienti.
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Redazione Newsfood.com
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