Ogm: pericolose le decisioni Ue, a rischio l’agricoltura italiana diversificata, tipica e di qualità

Ogm: pericolose le decisioni Ue, a rischio l’agricoltura italiana diversificata, tipica e di qualità

Il presidente della Cia Giuseppe Politi: con le autorizzazioni della Commissione Ue si è messa la parola fine alla moratoria sul biotech in Europa. Su una materia così rilevante
sotto il profilo etico è necessario aprire un confronto fra tutte le parti interessate. Non ci possono essere imposizioni. Vanno garantite la sovranità e l’autonomia dei singoli
Stati.
 
“Sarebbe stato molto più opportuno attendere le linee-guida annunciate dal presidente Josè Manuel Barroso, il quale ha rilevato, nelle scorse settimane, di non voler imporre la
coltura degli Ogm ai singoli paesi Ue. Invece, la Commissione di Bruxelles, con il via libera alla patata transgenica Amflora e a tre nuovi mais biotech, ha praticamente messo la parola fine alla
moratoria sulla coltivazione di organismi geneticamente modificati in Europa”. Lo ha sostenuto il presidente nazionale della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi per il quale
queste decisioni dell’esecutivo comunitario vanno in netto contrasto con l’orientamento espresso dai consumatori europei per nulla favorevoli a produzioni agricole frutto di manipolazioni
genetiche.

“Come abbiamo salutato con apprezzamento le affermazioni del presidente Barroso, in questa occasione – ha aggiunto Politi – esprimiamo tutto il nostro fermo dissenso nei confronti di decisioni
che riteniamo gravi, pericolose, dannose e frettolose, delle quali non c’era alcun bisogno”.
“Crediamo che – ha rimarcato il presidente della Cia – su una materia così rilevante e che investe tutta la società, dagli agricoltori ai consumatori, non servono imposizioni
drastiche, ma vanno riconosciute e garantite -come, del resto, aveva sostenuto il presidente della commissione Ue- la sovranità e l’autonomia dei singoli Stati. Ci deve essere la libera
scelta dei cittadini”.

“Davanti a queste decisioni da parte del governo di Bruxelles – ha rilevato il presidente della Cia – non possiamo che ribadire l’esigenza dell’avvio immediato di un confronto costruttivo fra
tutte le forze interessate, compresi gli agricoltori. Comunque, ogni decisione sugli organismi geneticamente modificati va presa dopo una consultazione popolare che si pone indispensabile su un
problema di vasta portata non solo economico, ma soprattutto etico. Noi riaffermiamo che il biotech non serve all’agricoltura italiana, così diversificata, tipica e di grande
qualità”.

“La nostra posizione sugli Ogm, come abbiamo sostenuto nella nostra V Assemblea elettiva, scaturisce non da una scelta ideologica, ma – ha concluso Politi – dalla consapevolezza che la loro
utilizzazione può annullare la nostra idea di agricoltura e, quindi, può annullare l’unico vantaggio competitivo dei suoi prodotti sui mercato: qualità, origine,
tracciabilità, biodiversità, tipicità”.

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