OGM: a Roma cena transgenica, dalla polenta con mais B1 ai fiori geneticamente modificati

 

Una cena rigorosamente dedicata agli organismi geneticamente modificati (OGM): così la ricerca italiana sulle biotecnologie vegetali lancia un Sos al mondo politico per non far
naufragare anni di lavoro e investimenti.

L’iniziativa ha avuto luogo ieri sera a Roma e precede il convegno sulle biotecnologie vegetali organizzato dal comitato Sagri (Salute, agricoltura e ricerca) e dal quotidiano Il
Riformista.

La cena era dedicata agli OGM disponibili in Italia, come il mais Bt utilizzato per la polenta, e a quelli assenti, come i pomodori San Marzano resistenti ai virus sviluppati in
Basilicata ma considerati illegali.

Hanno decorato il buffet garofani viola e blu geneticamente modificati prodotti in Olanda.

“Oggi esistono le condizioni per rilanciare e valorizzare le biotecnologie in Italia”, ha osservato il presidente del comitato Sagri, Gilberto Corbellini.
“I ministeri dell’Ambiente e della Ricerca – ha aggiunto – dovrebbero accogliere il potenziale innovativo delle biotecnologie vegetali. Speriamo che anche il ministero
dell’Agricoltura si renda conto che gli ogm sono una soluzione per l’Italia e non solo per i Paesi in via sviluppo”.

Secondo l’esperto di biotecnologie Roberto Defez, del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), l’assenza delle biotecnologie vegetali in Italia ha costi precisi in termini di cali
produttivi di grano, riso e mais, dovuti soprattutto ad attacchi di funghi e parassiti.

“Non riusciamo a controllare i parassiti – ha osservato l’esperto – e in Italia ne stanno arrivando di nuovi, che si diffondono più velocemente. Tanto che già il
prossimo anno potrebbe essere difficile per il mais. Da anni urliamo che la scelta dei pesticidi non è saggia e che ci sono vie più efficienti per produrre di più e
in modo più sicuro”.

Secondo Defez “il paradosso è che non si voglia capire: mentre i prezzi dei prodotti agricoli rischiano di schizzare alle stelle si continua a produrre pochi prodotti di nicchia
ad altissimo costo”. L’iniziativa non ha mancato di sollevare critiche. Ad esempio per l’associazione Verdi Ambiente e Società (Vas) “la cena è un bluff” perché,
tranne che nella polenta, “gli ogm sono i grandi assenti di questa cena”.

L’associazione sostiene inoltre che “gli Ogm commercializzati non sono adatti a comporre un menù raffinato, perché si tratta di colture destinate prevalentemente
all’alimentazione animale e ai prodotti industriali” e che obiettivo delle multinazionali non è risolvere il problema della fame nel mondo o del cambiamento climatico, ma
“soddisfare le richieste dei propri azionisti”.

Oltre alla polenta, il menù di ieri sera ha compreso salumi e carne derivati da animali nutriti con mangimi ogm. Le patate sono state migliorate dal punto di vista genetico
dimezzando il loro genoma per selezionare i caratteri utili. Le mele dello strudel erano della varietà valdostana, la cui sopravvivenza è minacciata da un maggiolino che
si nutre delle radici della pianta, ma la varietà resistente a questi insetti ottenuta dall’università di Milano è sottoposta ai divieti in vigore in Italia per gli
ogm. (ANSA)

 

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