Nuovo Rum Don Papa Rye Aged

«Può sembrare il solito cliché, ma è andata così. Tempo fa ero in vacanza nelle Filippine con amici quando siamo arrivati nella dimora coloniale di Santa Rosalia. Guardandomi intorno pensavo questo posto ha tutto: enormi piantagioni di canna da zucchero, un fertile territorio vulcanico dominato dal monte Kanlaon, fauna e flora rigogliosa, spiagge meravigliose… ma dove è il rum? Nessuno infatti produceva rum da canna zucchero locale e così pensai di crearlo, supportato da amici e parenti. Nel 2011 presi un anno sabbatico dall’azienda in cui lavoravo (Rémy-Cointreau), affittai un piccolo ufficio a Manila e da lì partii con le operazioni per avviare la produzione iniziata nel 2012». Stephen Carroll, fondatore di Bleedin-Heart Rum Company che realizza il rum Don Papa, brillante team che prende il nome dalla colomba pugnalata di Luzon, una specie endemica delle Filippine.

 

Sugarlandia: dalla canna da zucchero alla creazione di Don Papa 7 anni

A Bacolod nell’isola di Negros Occidentale, ovvero “Sugarlandia” perché da tale isola proviene la metà dello zucchero di tutte le Filippine, come ricorda un’enorme scritta all’aeroporto.

Raggiunta “Hacienda Santa Rosalia” della famiglia Gaston, una stupenda villa degli anni Trenta ancora abitata dalla quinta generazione dei proprietari terrieri in quest’area e circondata da campi di canna da zucchero. Arrivata nel 1840, con il patriarca Yves Leopold Germain Gaston, la famiglia Gaston iniziava pochi anni dopo la coltivazione della canna da zucchero. È una tra le più antiche famiglie che abitano Negros, oggi guidata da José Maria Gaston e sotto gli occhi vigili dello zio che ha vissuto per anni in Vaticano. È ancora presente l’antico mulino importato da Glasgow che serviva a rompere le canne da zucchero separando il succo dal resto della “bagasse”, della canna da zucchero.
Oggi invece le canne da zucchero (ricche di minerali tra cui ferro, potassio, magnesio e sodio), potate e raccolte in tutti i mesi dell’anno, a parte la stagione delle piogge, entro la giornata raggiungono la “Hawaiian-Philippine Company” principalmente in camion, ma anche con un treno americano del 1929. Questo zuccherificio, il più antico dell’isola (1918), è organizzato come una base militare americana, grazie alla determinazione di Timothy T. Bennett, 66 anni, che non a caso ricorda nelle sembianze il sergente Gunny Highway interpretato da Clint Eastwood nel film “Gunny”. Lo zuccherificio è di proprietà della statunitense (Hawaii) Jardine-Davies Company che negli anni l’ha mantenuto in buona funzione, ma lasciando molti macchinari con una bassa efficienza: una minor resa per uno zuccherificio, risulta essere un’ottima fonte di approvvigionamento di melassa per produttori di rum! Infatti la melassa che ne risulta alla fine del processo è molto carica di componenti zuccherine, che altri impianti più moderni ed efficienti avrebbero indirizzato ai prodotti finali principali (zucchero integrale a cristalli e raffinato).

La melassa arriva poi alla “Distileria Bago” che rispetta gli ultimi sistemi di qualità produttivi esistenti ISO9001 e che si trova poco distante vicino al mare nella località Taloc. La melassa viene fermentata con lieviti locali di altissima qualità per un periodo di alcuni mesi, che varia a seconda delle temperature esterne, formando la cosidetta “birra”, (molto diversa da quella in commercio) che dopo un periodo di riposo, viene sottoposta a filtrazione con carbone vegetale e poi immessa in colonne di distillazione.

Il distillato segue poi il processo di maturazione eseguito dai migliori master blender delle Filippine: avviene in fusti di quercia americana per un periodo non inferiore a 7 anni alle pendici del monte Kanlaon per entrambe le tipologie di botti. Il clima caldo dell’isola fa evaporare una parte alcolica (la parte degli angeli) per circa l’8%. I master blender di Don Papa Rum non reintegrano i fusti dopo l’evaporazione, in modo che il distillato diventi sempre più concentrato e che alla fine risulti di colore ambrato scuro e con un gusto molto intenso. Oltre alla versione 7 anni a 40° alcolici, è disponibile la versione invecchiata 10 anni a 43° alcolici, in cui risultano accentuati i sentori di frutta candita e cacao, ma con un gusto meno dolce e più sottile.

 

Altri prodotti

Don Papa 10 anni è distillato da alcune delle migliori canna da zucchero del mondo sull’isola di Negros Occidentale nelle Filippine e invecchiato per 10 anni in botti di quercia americana del Monte Kanlaon. Dal colore giallo ambrato, Don Papa 10 è profondo, ricco e potente al naso, con un ingresso delicato in bocca, che poi si allarga ai sapori audaci di frutta secca e cacao, con appena un accenno di botte.

 

“Rare Cask”

In edizione super limitata e a gradazione piena (50,5 % Vol.): non filtrato a freddo e invecchiato in botti di quercia americana in botti affumicate e successivamente in botti di rovere tostate, per esaltare le note affumicate e di vaniglia.  Ogni bottiglia è numerata e firmata dal mastro distillatore ed è confezionata in un elegante astuccio cilindrico di legno. È   fruttato al naso, colore scuro, al palato torta di frutta, cacao e quercia. Finish persistente con note di menta selvatica.

 

Sherry Casks Finish

Per ultimo, ma non per importanza, questo rum raro e unico è presentato in un nuovo design distintivo che riflette aspetti del patrimonio spagnolo dell’isola di Negros Occidentale.

Don Papa Sherry Cask Finish è un rum a base di melassa distillata, invecchiato per quattro (4) anni in botti di rovere americano ex Bourbon, seguito da diciotto (18) mesi in quattro (4) diversi tipi di botti di sherry: Fino, Pedro Ximenez, Cream e Palo Cortado.

I rum in queste quattro botti vengono poi accuratamente miscelati dal Master Blender per produrre un rum unico in edizione limitata, non filtrato e imbottigliato al 45% vol. per migliorare ulteriormente il suo gusto caratteristico.

 

Packaging e origine del nome

Bottiglia in vetro 70 cl francese, tappo di sughero portoghese, etichetta stampata in Italia, immagine di marca messa a punto dallo studio Stranger & Stranger di Londra. Numerosi premi internazionali come la Double Gold per il packaging al San Francisco World Spirits Competition 2013 e il prestigioso premio internazionale ai “World Drinks Awards 2016″ come “World’s Best Design”. Di particolare interesse la grafica scelta per l’etichetta. Lo stesso nome rimanda a un’icona leggendaria della storia di Negros, Dionisio Magbueles: conosciuto anche come “Papa Isio”, coltivatore di canna da zucchero e protagonista della rivoluzione filippina, alla fine del 19° secolo (oltre che coltivatore di canna da zucchero e guaritore “babaylan”, sciamano) che si oppose nel 1890 prima alle truppe spagnole che dal 1565 occupavano le Filippine, poi nel 1899 alle truppe nordamericane che erano subentrate a quelle spagnole facendo delle Filippine un protettorato fino al 1946.  L’uomo è raffigurato sull’etichetta della bottiglia con quello che a prima vista sembra un monocolo ma che ad uno sguardo più attento si rivela essere un geco: insieme ad esso, sono nascosti nel disegno altri animali, tra i quali anche il più piccolo primate al mondo, il tarsio spettro (originario del sud dell’arcipelago filippino delle Visayas).

Il Rum Don Papa è servito in una serie di prestigiosi bar e ristoranti in tutto il mondo tra cui Les Justes, John Viande e Le Petit Bain a Parigi; al Galvin at Windows (Hilton Park Lane), Oriole e alla famosa Tate Modern di Londra.

Don Papa Rum è distribuito in esclusiva in Italia da Rinaldi 1957, di Bologna ragione sociale che ha assunto nel 2019, sostituendo “Fratelli Rinaldi Importatori”. L’azienda festeggia i 61 anni”, guardando al futuro sempre con rinnovato ottimismo.

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