Nuovo progetto UE per accelerare la diagnosi della celiachia

Progettare un nuovo strumento per aiutare la diagnosi e la gestione della celiachia è lo scopo del progetto finanziato dall’UE CD-MEDICS («Coeliac disease management monitoring
diagnosis using biosensors and integrated chip systems«) che ha appena preso il via.

La celiachia è una malattia autoimmune causata dall’intolleranza al glutine, una proteina che si trova nel frumento, nell’orzo e nella segale. Quando le persone con questa malattia
mangiano cibi contenenti questi prodotti, il glutine danneggia la mucosa intestinale e impedisce quindi la normale digestione e assimilazione del cibo.

I sintomi della celiachia includono diarrea, stanchezza, anemia, ulcere nella bocca, problemi cutanei, depressione, dolore alle articolazioni e problemi del sistema nervoso. L’unica terapia
consiste nella stretta osservanza di una dieta priva di glutine.

Si stima che un europeo su 100 sia affetto da celiachia. Tuttavia, una recente indagine ha rivelato che solo il 12,5% di coloro che sono affetti dalla malattia sono stati diagnosticati in modo
corretto e che il tempo medio intercorso tra la comparsa dei sintomi e la diagnosi è superiore ai dieci anni.

Durante questo periodo, i pazienti hanno una minore qualità della vita e spesso vengono loro erroneamente diagnosticate altre malattie, che sono a volte curate inutilmente con costosi
farmaci. Se la celiachia non viene curata, i malati sono a rischio di sviluppare altre malattie, come l’osteoporosi, l’infertilità, alcuni cancri dell’intestino e altre malattie
autoimmuni. Una diagnosi tempestiva è quindi essenziale ed è qui che entra in gioco il progetto CD-MEDICS.

Nel corso dei prossimi quattro anni il progetto lavorerà allo sviluppo di un test di facile utilizzo per la celiachia che possa essere usato dai medici curanti per diagnosticare la
malattia e monitorare il rispetto da parte dei pazienti di una dieta priva di glutine.

Al centro del progetto c’è la cosiddetta tecnologia ‘lab on a chip’. All’utente basta semplicemente mettere una goccia di sangue su uno dispositivo delle dimensioni di una carta di
credito, che viene poi inserito in un’apparecchio che esegue i test in modo automatico. Questa scheda è costituita da una rete microstrutturata che controlla il flusso di sostanze
chimiche, da una superficie modificata in modo specifico per catturare le componenti biologiche che si cercano e da un sistema di sensori progettati per permettere una rapida indagine.

In questo caso il dispositivo ricercherà due cose: i geni che rendono alcuni soggetti più predisposti a sviluppare la celiachia e gli anticorpi che possono indicare se si ha la
malattia o, nel caso di pazienti a cui sia stata già diagnosticata, se rispettano o meno la loro dieta priva di glutine.

Il nuovo strumento diagnostico conterrà anche tecnologie integrate di comunicazione che permetteranno la memorizzazione diretta dei risultati del test nella cartella medica elettronica
del paziente. Questo aiuterà i medici e gli altri operatori sanitari a interpretare i risultati e a gestire individualmente ciascun paziente. Alla fine i partner sperano di integrare la
tecnologia in un dispositivo che possa essere usato a casa, così che i medici possano seguire i progressi dei loro pazienti a distanza.

Le tecnologie sviluppate dal progetto potrebbero anche trovare applicazione nella diagnosi di una serie di altre gravi malattie, come il diabete e l’artrite reumatoide.

Con un finanziamento nell’ordine dei 9,5 Mio EUR nell’ambito del tema «Salute» del settimo Programma quadro (7°PQ), il progetto riunisce 21 università, ospedali e centri
tecnologici in 10 Paesi europei.

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