La nuova cantina delle rarità di Cantina Terlano

La nuova cantina delle rarità di Cantina Terlano

Ogni anno gli appassionati attendono trepidanti l’uscita del vino rarità di Cantina Terlano che viene svelato poco prima delle più importanti fiere europee di settore durante i mesi di marzo e aprile. Il passaggio in bottiglia della rarità avviene però naturalmente già prima, il più delle volte in tarda estate. Ciò significa che proprio in questo periodo si sta decidendo quale sarà la nuova rarità di Terlano in commercio il prossimo anno. Attualmente sono 13 le annate di diverse varietà in affinamento in fusti d’acciaio, tra cui Pinot Bianco, Sauvignon Blanc e la Cuvée Terlaner, con annate che vanno indietro nel tempo fino al 1979.

Sono terminati di recente i lavori per la realizzazione della nuova “dimora” dei vini rarità, considerati veri e propri ambasciatori della longevità che ha reso famosa Terlano a livello internazionale. “Con questa nuova struttura desideriamo donare alle nostre rarità uno spazio degno della loro qualità e riservato alla loro maturazione. Nella nuova struttura, sviluppata su due piani, i vini hanno lo spazio di cui necessitano per svilupparsi al meglio”, chiarisce l’enologo Rudi Kofler. “Nel progetto abbiamo puntato ad un’architettura pulita e senza tempo. Gli interventi hanno interessato la struttura esistente risalente agli anni ’20 che è stata conservata ed ampliata”, afferma Johann Vonmetz, responsabile del team di architetti arch.tv di Terlano. “Accanto alla cantina del porfido, inaugurata solo pochi anni fa, la nuova cantina delle rarità rappresenta un ulteriore punto forte della Cantina Terlano”.

La nuova cantina delle rarità ospita 18 fusti d’acciaio (tre dei quali aggiunti di recente), con capienza di 2.500 litri ognuno. “Dopo il primo anno trascorso in grandi botti di legno, i vini rarità proseguono la lunga maturazione su lieviti fini all’interno di questi fusti d’acciaio per 10 anni o più. Seguono poi l’imbottigliamento e l’invecchiamento in bottiglia fino a cinque anni. In tal modo permettiamo ai vini di raggiungere la completa maturazione”, così l’enologo Rudi Kofler spiega le impegnative fasi di produzione della rarità. Questo particolare metodo si deve allo storico cantiniere Sebastian Stocker che iniziò ad affinare i vini sui lieviti per tempi molto più lunghi.

Cresce l’attesa di sapere quale annata verrà imbottigliata questa estate!

Redazione Newsfood.com

Leggi Anche
Scrivi un commento