Nucleare, Pegorer e Della Seta: «Cosa sta facendo Governo per sicurezza in Friuli»
9 Giugno 2008
Sapere se il governo abbia assunto iniziative per inviare a Krsko in Slovenia, sul luogo dell’incidente del 4 giugno scorso alla centrale nucleare, ispettori italiani e della Commissione
europea, per verificare se vi sia stata effettivamente una fuga radioattiva dall’impianto, quali effetti abbia avuto e quali misure siano state messe in atto per la sicurezza delle popolazioni
vicine».
E’ quanto chiedono all’Esecutivo i senatori del Pd Carlo Pegorer, componente dell’ufficio di presidenza del gruppo, eletto in Friuli Venezia Giulia, e Roberto Della Seta, capogruppo nella
commissione Ambiente, con un’interrogazione rivolta ai ministri dell’Ambiente, degli Affari e Esteri e dell’Interno.
In particolare, i due senatori chiedono «quali misure siano state attivate o si intendano programmare, anche dopo il cessato allarme, per il controllo e monitoraggio della situazione
nelle aree confinanti con la Repubblica di Slovenia al fine di garantire la massima sicurezza per le popolazioni interessate, anche in attuazione della normativa comunitaria e delle Convenzioni
internazionali in materia di controllo, assistenza e messa in sicurezza degli impianti nucleari».
E soprattutto, dal momento che «una commissione internazionale nominata per verificare gli standard di sicurezza della centrale di Krsko ha indicato, in 73 diverse raccomandazioni, i
cambiamenti tecnici da apportare per adeguare gli impianti alla normativa europea», Pegorer e Della Seta chiedono «se il governo sia a conoscenza degli eventuali interventi
realizzati dalla
proprietà della centrale in ossequio a tali raccomandazioni». Al centro della questione, «la viva preoccupazione destata dall’incidente tra la popolazione della Regione
Friuli Venezia Giulia e delle aree del Nord Est del Paese, dal momento che la centrale nucleare è a circa 130 chilometri da Trieste e a circa 100 chilometri da Gorizia».





