Nessun assegno che arriva a casa, prima di Natale, dei lavoratori dipendenti e dei pensionati.

Nessun assegno che arriva a casa, prima di Natale, dei lavoratori dipendenti e dei pensionati.

By Redazione

 

Lo sconto fiscale arrivarà “massimo entro aprile”, in base ai tempi di presentazione della domanda. Quindi meglio affrettarsi a presentarla al
proprio “sostituto d’imposta” (per i lavoratori dipendenti è il datore di lavoro. per i pensionati l’Inps o qualunque altro ente previdenziale che paga la pensione). Il
provvedimento, per chi è in pensione, è rivolto ai pensionati soli che non superano i 15.000 euro di reddito annuo (si calcola in base alla dichiarazione dei
redditi).

Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, nella conferenza stampa conclusiva del Consiglio dei ministri di oggi, ha aggiunto che, sulla prima busta
paga possibile (cioè quella di fine febbraio 2009) arriverà, via detassazione, un bonus stroardinario per un impegno complessivo delle casse dello Stato di 2,4 miliardi di
euro. La platea dei diretti interessati si aggira sugli 8 milioni di italiani, che dovranno provvedere a presentare la domanda per la detrazione fiscale entro il 31 gennaio 2009. Ma
precisazioni successive hanno fatto capire che il bonus verrà riconosciuto in busta paga o sul cedolino dei pensionati tra febbraio e aprile.

 

 

Chi ha cosa
Ed ecco come verrà “sventagliato” il bonus familiare:

  • un pensionato solo con 15.000 euro di reddito, avrà un bonus di 200 euro.
  • Una famiglia di 2 persone, con reddito fino a 17.000 euro avrà 300 euro
  • Una famiglia con 3 persone, sempre fino a 17.000 euro di reddito, avrà uno sconto fiscale di 450 euro
  • Una famiglia con 4 persone (esempio, i genitori e 2 figli) con reddito fino a 20.000 euro, avrà un bonus di 500 euro
  • Una famiglia di 5 persone, con reddito fino a 22.000 euro, avrà 600 euro di bonus.
  • Una famiglia con più di 5 persone, con un reddito fino a 22.000 euro riceverà 1.000 euro.
  • La stessa cifra (1.000 euro) otterrà una famiglia con reddito fino a 35.000 euro, ma che ha a carico un portatore di handicap grave.

    Come si calcolano i componenti della famiglia: il reddito è relativo al nucleo e nella famiglia debbono essere contati il richiedente, il coniuge se non
    legalmente separato, i figli o gli altri familiari a carico.

    A chi presentare la domanda:
    si è chiarito che la domanda va preswentata entro il 31 gennaio 2009 al sostituto di imposta (che è il datore di lavoro per i
    lavoro per i lavoratori dipendenti e l’Inps o l’ente erogatore della pensione per i persionati). Alla domanda va allegata una certificazione con i dati relativi al reddito e ai
    componenti il nucleo familiare.

    Si deve fare riferimento alla situazione del nucleo e del reddito nell’anno di imposta 2008.

     

    Lavoratore dipendente più autonomo: il bonus tocca solo al lavoratore dipendente, che può presentare la domanda. Può farlo, naturalmente, anche
    se ha sposato un lavoratrice (o una lavoratrice) autonoma, basta che le dichiarazioni di reddito della famiglia non superino il tetto previsto dal decreto.

     
    Quando i soldi? Arriveranno in busta paga o sull’assegno della pensione a partire da febbraio. Meglio sbrigarsi, perà, a presentare la domanda,
    perché il meccanismo (già alquanto farraginoso) prevede che venga erogato a seconda dell’ordine delle domande. Secondo quanto previsto dalle norme non si dovrebbe andare
    oltre il mese di aprile 2009. Ma questo vuol dire anche non tutti riceveranno il bonus a febbraio. E questo, fin qui, non lo si era capito. Si tratta, come ha detto Tremonti durante
    la conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa, di un “bonus straodrinario”, quindi di un’erogazione ‘una tantum’.

Il bonus famiglia a scaglioni 

Ad esempio, il bonus famiglia di cui tanto si parla, ormai da settimane, dovrebbe oscillare fra i 200 e i 1.000. E’ questa la carta in più che il presidente del Consiglio, Silvio
Berlusconi e il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, si giocano dopo le polemiche nate dal varo della Social Card, interpretata dai più come un’elemosina di 40 euro al mese,
peraltro non ancora completamente finanziata per tutto il 2009 e che parte grazie ai contributi di Eni ed Enel.

Il bonus famiglia, invece, prevede una platea molto più laga del milione e trecentomila persone convote dalla Social Crad. Dovrebbe spettare, infatti, a lavoratori pensionati e
dipendenti con un reddito annuo fino a 22.000 euro.

Il bonus più sostanzioso, quello da 1.000 euro, secondo l’ultima versione della misura sul tavolo del governo, prevede oltre al tetto di reddito un numero minimo di componenti
del nucleo, pari a 5.

Una coppia con un reddito di 17.000 euro prenderà un contributo di 300 euro, se il nucleo sale a 3 componenti il bonus salirà a 450 euro. Un nucleo di 4 persone
prenderà 600 euro, ma in questo caso il reddito dovrà essere al massimo di 20.000 euro l’anno.

Per i pensionati il contributo guarda anche agli “anziani soli”, ai quali, se sotto i 15.000 euro, arriveranno 200 euro. 

Il costo complessivo previsto si aggira sui 2,3 miliardi di euro. Se questa è l’impostazione di massima, opccorrerà veder domani cosa approverà in concreto il
Consiglio dei ministri. Non si sa ancora cosa dovranno fare gli interessati per ottenere il contributo che Tremonti ha più volte indicato come “cash”, contanti. E’ probabie che
arrivi a casa sotto forma di assegno postale. Ma i tempi sembrano troppo stretti per consentire il varo di una procedura complessa entro Natale. Vedremo cosa uscirà dalla
riunione dei ministri.

 

Angelo Angeli

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