Natale 2008 dedicato ai lavoratori della GKN e alle comunità di resistenza

By Redazione

 

Una veglia di Natale dedicata a chi soffre sulla propria pelle la crisi economica, a partire dai lavoratori in cassa integrazione della GKN, la più grande azienda manifatturiera
della Piana fiorentina. E una dedica speciale anche alle comunità di resistenza attive in città: dai comitati impegnati contro l’inceneritore ai movimenti che lottano per
la ripubblicizzazione di un bene comune e vitale come l’acqua; da chi ha scelto di farla finita con questo perverso sistema finanziario a chi prova a mettere i bastoni tra le ruote ai
poteri forti della città.

Domani, mercoledì 24 dicembre, vigilia di Natale, la veglia della Comunità di base delle Piagge avrà come protagonisti una rappresentanza dei lavoratori e le
lavoratrici della GKN, oltre 200 persone ferme per 13 settimane di cassa integrazione.

«Sono tanti lavoratori giovani che hanno alle spalle famiglie, figli, situazioni difficili, racconta Alessandro Santoro, prete delle Piagge. Alcuni di loro vivono nel quartiere e
uno di loro, Michele Di Paola, operaio impegnato nelle RSU, è venuto a consegnarci con il dolore negli occhi, lui cassaintegrato come gli altri, i pacchi di Natale che
l’azienda ha preparato come dono insieme alla cassaintegrazione».

«Al suo dolore, e all’impegno e alla lotta di chi come lui sta provando a contrastare questo grave momento di crisi, la Comunità delle Piagge dedica il suo Natale,
solidarizzando concretamente con un contributo al progetto di «casse di resistenza» attivato dai lavoratori per riuscire ad integrare il loro salario e per permettergli di
vivere con dignità questo peridodo di difficoltà. In questo modo, continua Alessandro Santoro, vorremmo contribuire a risvegliare le coscienze del mondo politico,
sindacale ed economico – a partire dalla proprietà della GKN – affinché questo gruppo di lavoratori non venga abbandonato a se stesso e sia sostenuto in tutto e per tutto
nel reinserimento nel mondo del lavoro».

«La parola chiave del Natale piaggese quest’anno è «fedeltà» – ha affermato Santoro. La cosa che ci colpisce di più è infatti
l’«incredibile» fedeltà dimostrata da Dio che nonostante le nostre sempre più evidenti indifferenze e oppressioni continua ad essere fedele alla nostra storia
e alla nostra vita. Il Dio che festeggiamo alle piagge è un Dio piccolo e «impotente», che sceglie gli ultimi della storia. E’ un Dio che si fa coinvolgere, si
schiera da una parte, ovvero da quella di chi è vittima e di chi è perdente.

E’ per questo – continua Alessandro Santoro – che nella veglia della notte di Natale volgeremo gli occhi soprattutto verso chi ancora prova a costruire un mondo altro da quello che ci
troviamo per le mani; una città altra da quella che ci viene consegnata. Questa veglia di Natale vorremmo accanto a noi tutti i comitati che lottano contro l’inceneritore, chi si
im pegna perché l’acqua torni ad essere pubblica, chi sceglie di farla finita con questo perverso sistema finanziario cercando di costituire una Mag a Firenze, ovvero una
finanziaria solidale; chi prova a mettere i bastoni tra le ruote ai poteri forti della città, chi è impegnasto contro le morti bianche nei cantieri. Ma negli occhi e nel
cuore avremo i senza casa, i senza niente che brulicano nelle nostre periferie. Non avremmo potuto assolutamente annunciare la gioia del Natale senza aver gridato alto il nostro dolore
per questo ennesimo frutto di questo sistema perverso», ha concluso Alessandro Santoro.

 

Condividi su:

VISITA LO SHOP ONLINE DI NEWSFOOD