Nasce in una villa confiscata il Museo della 'ndrangheta

 

Sorgerà a Croce Valanidi nella zona sud di Reggio Calabria in una villa a tre piani, il museo della ‘ndrangheta. L’idea, prima in Italia di questo tipo, è nata grazie alla
sinergia delle istituzioni locali che vedono in prima linea la Provincia di Reggio Calabria, il prefetto di Reggio Calabria Francesco Musolino, il Comune di Reggio Calabria e
l’antropologo, ideatore del progetto, Fulvio Li Brandi della Facolta’ di Lettere e Filosofia dell’Universita’ della Calabria.

«Collocare in questa struttura confiscata alla mafia – ha detto il prefetto Musolino – un museo della ‘ndrangheta aiuta la collettività a conoscere, apprendere e
contrastare i fenomeni di illegalità. Questa consegna si aggiunge alle altre già ultimate da parte del Comune. Circa venti anni fa, il primo bene confiscato e consegnato
fu una villa poi assegnata alle forze dell’ordine. Ora sta diventando un fatto consueto, in un anno e mezzo ho già partecipato a cinque consegne. Si tratta di significativi passi
in avanti verso una rinascita della città».

L’idea dell’antropologo Fulvio Librandi vuole essere «Un museo lontano da qualsiasi logica folkloristica». Piuttosto – dice Librandi – deve essere «un luogo della
mente per formare le nuove generazioni a una mentalità slegata dall’irreversibilità del fenomeno criminale».

Il direttore del comitato scientifico del progetto, l’antropologo Luigi Maria Lombardi Satriani dell’Università di Roma La Sapienza ha precisato che «Il museo sarà
uno spazio dinamico in cui studiare la cultura della mentalità ‘ndranghestista. E scavare nelle origini e nelle cause di questo fenomeno criminale. Il museo – ha proseguito
Satriani – non propone una visione stereotipata del fenomeno, ma una ricerca critica».
Per questo, sono già state organizzate conferenze di presentazione del progetto in Italia e all’Estero mentre sul territorio locale sono già stati avviati gemellaggi con
le scuole della provincia di Reggio Calabria e percorsi di approfondimento sul tema della ndrangheta che vedono in prima linea gli studenti.

 

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