MUTUI: accordo Abi-Governo, emendamento Adiconsum

Paolo Landi, Adiconsum: «Nell’audizione di oggi abbiamo presentato alla Commissione un emendamento, sentito anche il Consiglio Nazionale del Notariato».

Abbiamo definito in più occasioni l’accordo Abi-Governo un’ancora a cui ricorrere solo in casi estremi.

Richiedere l’accordo significa aggiungere al proprio mutuo un ulteriore prestito ad un tasso di circa il 5,5%.

L’accordo può consentire di evitare di diventare morosi e di rischiare di perdere la propria casa, la propria abitazione, ma implica un notevole aggravio di costo, poiché ogni
anno di applicazione dell’accordo si traducono per il mutuatario in circa 2 rate in più da pagare.

Per le banche, invece, quest’accordo è un business, perché consente di aggiungere ad un mutuo un ulteriore prestito a tassi sostanzialmente di mercato.

Per questo insistiamo nell’informazione alle famiglie e consigliamo prima di ricorrere all’accordo di tentare una rinegoziazione dello spread nei confronti della propria banca ed eventualmente
di trasferire il mutuo ad altra banca (portabilità).

Il decreto all’esame della Commissione non prevede l’intervento del Fondo di solidarietà deciso nella Finanziaria Prodi.

Adiconsum, al riguardo, ha presentato in Commissione un emendamento per recuperare anche quelle situazioni familiari che già si trovano in fase esecutiva per avere superato le 6
mensilità di morosità.

La proposta di Adiconsum alla Commissione è quella che il Fondo di 20 milioni di euro possa intervenire a favore di queste famiglie prevedendo un sospensiva della procedura esecutiva.

Nella proposta si evidenzia che questa possibilità dovrebbe essere riservata solo ed esclusivamente per l’abitazione principale dei mutuatari, i quali, peraltro, non devono risultare
proprietari di altre unità abitative in altri Comuni.

L’esame e la graduatoria delle domande dovrebbe essere definita da un Commissione con la presenza dell’Abi, delle associazioni consumatori e del Consiglio Nazionale del Notariato, presieduta
dal Ministero dell’Economia.

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