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Mozzarelle blu: tra scandali e “tarocchi” consumi a rischio per il “made in Italy”

Mozzarelle blu: tra scandali e “tarocchi” consumi a rischio per il “made in Italy”

By Redazione

La Cia rinnova l’invito a sviluppare iniziative improntate alla massima trasparenza. Il Tavolo tra governo e filiera è l’occasione ideale per analizzare attentamente il problema ed evitare
contraccolpi per le nostre produzioni. Gli allevatori italiani hanno investito molto in sicurezza e qualità.
 
La vicenda delle mozzarelle blu, importate nel nostro Paese dalla Germania, rischia di avere contraccolpi sulle nostre produzioni, che sono sicure e di qualità. Bisogna, quindi, che si
faccia la massima chiarezza e non si dia adito ad ingiustificati e assurdi allarmismi che provocano soltanto danni all’agroalimentare “made in Italy”, alla filiera, agli allevatori. Il Tavolo tra
governo e le varie componenti del settore può essere l’occasione per analizzare i termini del problema e procedere con iniziative che permettano di uscire senza ulteriori conseguenze da
una situazione non certo facile.

E’ quanto sostiene la Cia-Confederazione italiana agricoltori la quale ribadisce l’impellente esigenza che venga estesa a tutti gli alimenti l’indicazione d’origine in modo da garantire i
consumatori, sempre più disorientati davanti a fatti del genere e alle prese con etichette anonime che non consentono di capire quale sia la provenienza del prodotto, e degli stessi
imprenditori agricoli che molto hanno investito in sicurezza e per elevare i livelli qualitativi.

D’altra parte, proprio il comparto dei formaggi è quello più soggetto alle clonazioni, alle frodi, alle truffe, al falso. E la mozzarella, di cui gli italiani ne consumano in un
anno circa 170 milioni di chili, è il prodotto più imitato e taroccato. Il che mette in grave difficoltà il “made in Italy” che dall’agropirateria, dall’azione di veri
“killer” della tavola subisce, purtroppo, pesanti effetti negativi sotto il profilo dell’immagine.

Nel nostro Paese la mozzarella, sia di bufala che vaccina, è il formaggio più comprato ed è presente sulle tavole di quasi tutte le famiglie. Rappresenta oltretutto un vero
fiore all’occhiello delle nostre esportazioni in quanto è apprezzato in tutto il mondo. Quest’ultima brutta vicenda, se non si agisce per fare massima trasparenza, può generare
confusione tra i consumatori e causare una flessione dei consumi, come del resto è avvenuto durante altre emergenze alimentari (aviaria in particolare), peraltro “importate” e non
provocate dalla nostra agricoltura.
La Cia rinnova, quindi, l’appello per procedere in modo chiaro e spedito e fare in modo che il Tavolo tra governo e filiera si riunisca in tempi brevi per portare avanti iniziative che permettano
di evitare effetti negativi per un comparto, quello della mozzarella, che è in crescita, visto che i consumi nello scorso anno sono aumenti di oltre il 5 per cento rispetto al 2008.

Cia.it
Redazione NEWSFOOD.com + Web TV

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