Morti bianche, Senatori Pd: «Cosa farà il nuovo governo?»
7 Maggio 2008
Presentata interrogazione dei senatori del Pd Baio, Ichino, Roilo, Bassoli, Bosone, Fontana, Rossi, Mazzucconi, Vimercati, Adamo, Ceruti e Rusconi.
«Il nuovo governo come intende garantire la sicurezza sul lavoro? Quali misure di mobilità tra amministrazioni e comparti vuol adottare per valorizzare le risorse disponibili in
organico per il potenziamento delle ispezioni contro il lavoro irregolare e contro la disapplicazione delle leggi sulla prevenzione? Quali sono le misure che vuol porre in essere
affinché i tempi della giustizia siano congrui nel rispetto delle vittime del lavoro, delle loro famiglie, dei lavoratori e delle stesse imprese?».
Lo chiedono, in un’interrogazione rivolta ai ministri del lavoro e della giustizia del governo Berlusconi, i senatori del Pd Emanuela Baio, Pietro Ichino, Giorgio Roilo, Fiorenza Bassoli,
Daniele Bosone, Cinzia Fontana, Paolo Rossi, Daniela Mazzucconi, Luigi Vimercati, Marilena Adamo, Mario Ceruti e Antonio Rusconi.
«Il rapporto Inail ci dice che in Italia, nel 2007, sono morte 1.260 persone sul lavoro. Gli infortuni gravi – si legge nell’interrogazione – sono stati 913.500 e la regione che registra
il maggior numero di ‘morti bianche’ è la Lombardia, seguita da Veneto, Campania e Lazio. Secondo il rapporto dell’Anmil, inoltre, l’Italia registra un triste primato europeo
poiché la diminuzione delle morti sul lavoro è stata solo del 25,4 per cento, rispetto al meno 48,3 della Germania o al 33,6 della Spagna. Lo Stato – continuano i senatori – per
sostenere e riabilitare le persone che subiscono infortuni gravi sul lavoro spende 45,5 miliardi di euro, il 3,21 per cento del Pil. In Lombardia, uno dei quattro ‘motori’ europei del settore
industriale, nel solo mese di aprile si sono registrate cinque ‘morti bianche’ che, come quelle di Cornate D’Adda e Agrate, hanno scosso la Brianza fiore all’occhiello dell’imprenditoria
italiana che conta un’impresa ogni undici abitanti».
«Il governo Prodi e la sua maggioranza molto hanno fatto per rispondere alla drammaticità del fenomeno attraverso misure quali l’istituzione del Fondo di sostegno per le famiglie
delle vittime di gravi infortuni sul lavoro, l’approvazione del Testo unico e del decreto attuativo delle norme sulla sicurezza del lavoro. Con la Finanziaria si è autorizzata la spesa
per incrementare gli ispettori del lavoro e il ministro Damiano ha più volte ribadito la necessità e l’intenzione del governo di aumentare le ispezioni sul lavoro puntando nel
2008 a passare da 70.000 a 250.000 controlli nelle aziende».
«Nonostante questi sforzi – spiegano i parlamentari del Pd – i tristi fatti di cronaca dimostrano la mancanza della cultura della sicurezza sul lavoro, della formazione, dell’informazione
e della certezza della pena necessari.
È per questo – concludono – che chiediamo al governo come intende impegnarsi su questo fronte a partire dal buon lavoro fatto nella XV legislatura».




