Morandi: l’arte dell’incisione

Morandi: l’arte dell’incisione

Tutte le meraviglie dell’arte incisoria di Morandi in una grande, irripetibile mostra.

Giorgio Morandi, Natura morta con compostiera, bottiglia lunga e bottiglia scannellata, 1928, Acquaforte, mm 234 x 182,Bologna, Museo Morandi.

Palazzo dei Diamanti dedica la sua mostra di primavera alla presentazione dell’opera calcografica di Giorgio Morandi, un corpus di oltre centotrenta incisioni realizzate dall’artista lungo tutto
l’arco della sua carriera.

Da Dürer a Parmigianino, da Rembrandt a Piranesi, da Goya a Picasso, la storia dell’incisione è un capitolo fondamentale dell’intera storia dell’arte. È stato così anche
per Morandi che trattò l’incisione come ricerca artistica autonoma affrontandola con impegno pari a quello dedicato alla pittura, in un’epoca, il secolo scorso, in cui spesso la stampa era
considerata un genere minore.

Iniziò a dedicarsi all’incisione attorno al 1910-11, quasi contemporaneamente alla pittura, e continuò a farlo fino a qualche anno prima della sua morte, avvenuta nel 1964. Fu un
autodidatta che saggiò, con pazienti tentativi e ricerche, i vari procedimenti tecnici fino a quando non si impadronì appieno del mezzo incisorio e delle sue possibilità di
restituzione dei volumi, delle forme e della luce. Dopo un periodo di intensa sperimentazione, che caratterizza soprattutto i primi anni Venti, l’acquaforte finì per divenire la sua
tecnica prediletta.

Riferendosi a illustri precedenti della storia di questo linguaggio espressivo, quali Parmigianino, Federico Barocci e soprattutto Rembrandt, maestri per altro lontanissimi dai suoi interessi
pittorici, Morandi ne indaga a fondo le caratteristiche giungendo ad anticipare, nella bicromia del bianco e nero dell’opera grafica, effetti di costruzione formale e di vibrazione chiaroscurale
che diventano elementi fondamentali di specifiche fasi della sua creazione artistica. In certi momenti fu, anzi, l’acquaforte a risultare determinante per la sua ricerca pittorica.

Dopo decenni di studi che hanno chiarito il contributo originale dell’artista nel contesto internazionale dell’arte contemporanea, o ne hanno approfondito la poetica in una luce più
strettamente individuale ed umana o, infine, ne hanno indagato la peculiarità linguistica nell’incisione, risulta oggi necessario procedere ad una sintesi che presenti Morandi incisore
nella semplicità della sua grandezza.

L’ intento della mostra – a cura di Luigi Ficacci e organizzata da Ferrara Arte, le Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara e il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna – è,
pertanto, dimostrare quanto l’incisione sia per lui determinante nel giungere alla trasfigurazione del soggetto in valori di chiaroscuro, eliminando ogni interesse per una rappresentazione
realistica, ma conservandosi aderente al visibile ed evitando l’arbitrarietà dell’astrazione.

Le nature morte con barattoli e bottiglie, i mazzi di fiori disegnati in punta di penna con una finezza senza pari, le plastiche conchiglie posate sui tavoli, i paesaggi di aspetto intimo e
familiare divenivano, attraverso variazioni di frequenze di segno, immagini ad un tempo riconoscibili nel loro riferirsi ad una realtà dell’esistenza e della percezione, ma anche motivi
assoluti dell’espressione, le cui ragioni emergono e si concludono esclusivamente quali ragioni della forma. Lo svolgimento della sua intera produzione calcografica rivelerà al pubblico
che l’acquaforte è per Morandi la tecnica propria della meditazione, quella che meglio gli consente di cogliere il sentimento dell’esistere.

Le opere saranno esposte secondo il loro ordine cronologico di esecuzione. Ma, poiché Morandi iniziò a rendere note le sue incisioni in tempi differenti, spesso in ritardo rispetto
alle date di effettiva realizzazione, dopo radicali revisioni e secondo logiche rivelatrici della sua volontà di intervento nella dinamica dell’arte contemporanea, nel catalogo
verrà ricostruita una cronologia delle influenze e delle reazioni degli artisti e dei critici al momento della diffusione pubblica delle sue opere. Oltre ai saggi di Giovanni Romano e
Luigi Ficacci, il catalogo sarà corredato da schede che per ogni incisione proporranno gli estremi di una filologia essenziale e l’analisi dell’evoluzione dello stile.

Informazioni:

La mostra, a cura di Luigi Ficacci, è organizzata in collaborazione tra Ferrara Arte, le Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea e il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna

Orario:

aperto tutti i giorni, feriali e festivi, lunedì incluso, dalle 10.00 alle 18.00
Aperto anche Pasqua e Lunedì dell’Angelo, 25 aprile, 1 maggio e 2 giugno

Ingresso:

intero € 10.00
ridotto € 8.00
scuole € 4.00

Catalogo edito da Ferrara Arte Editore, a cura di Luigi Ficacci, con testi di Giovanni Romano e Luigi Ficacci.

Call Center Ferrara Mostre e Musei

tel. 0532.244949
fax 0532.203064,
diamanti@comune.fe.it
www.palazzodiamanti.it

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